lunedì, 30 Gennaio 2023

Enac, l’Usspi dichiara stato di agitazione

Da mesi si attende il rinnovo dei vertici, mentre rimangono inascoltate le richieste sindacali

L’Unione sindacati professionisti pubblico-privato impiego ha dichiarato lo stato di agitazione di tutta la categoria che lavora per l’Enac (Ente nazionale
dell’aviazione civile) denunciando che ”le richieste di incontri urgenti con l’Amministrazione per adottare provvedimenti che ripristinino condizioni accettabili di lavoro sono state evase e ignorate”. Nel darne notizia con un comunicato, l’Usspi aggiunge che lo stato di agitazione si concretizzerà in un calendario di azioni da attuare entro 15 giorni e nella richiesta delle procedure di raffreddamento (conformemente alla delibera del primo giugno scorso della Commissione di garanzia per l’attuazione della legge dello sciopero dei servizi essenziali). Dopo le assemblee dei professionisti del sistema direzione di Milano, Roma e del Dipartimento di sicurezza, l’Usspi denuncia, in particolare, che la sicurezza del trasporto aereo ”rischia di essere minata dall’incertezza” e in altri casi dalla ”vacanza decisionale dei vertici” dell’Enac, che ha – secondo il sindacato – ”atteggiamenti di mancata tutela nei confronti del personale professionista”. L’Usspi denuncia anche la ”grande confusione in cui versa” l’ente, ”gestito da un vertice il cui mandato è scaduto da tempo e del quale si attende da mesi il rinnovo”. Fra le problematiche di carattere organizzativo gestionale, l’Usspi rileva che il personale deve garantire ”in condizioni di emergenza” il rispetto degli standard di sicurezza nel settore aeronautico e in quello delle infrastrutture
aeroportuali per ”gravi carenze di organico” che impongono ”carichi di lavoro non compatibili con la delicatezza degli incarichi svolti”. Il sindacato denuncia tra l’altro in alcuni settori un panorama normativo ”disorganico” e ”gravi confusioni sulle attribuzioni di responsabilità”. L’Usspi osserva che a ciò bisogna aggiungere ”il proliferare di vertenze contrattuali ancora aperte relative al contratto nazionale scaduto ormai da due anni e mai implementato”.

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