domenica, 7 Marzo 2021

Enit, il settore ristagna ancora

Segnali di ripresa ancora troppo deboli

Il turismo nel mondo, in Europa e in
Italia ristagna ancora. Lo ha sottolineato il presidente
dell’Enit, Amedeo Ottaviani, intervenendo venerdì scorso ad un seminario sul
turismo congressuale promosso dall’Aimp-Confcommercio. Il presidente dell’Enit ha spiegato che nel 2003 i viaggi internazionali hanno avuto una flessione dell’1%, il che equivale a 8,6 milioni di arrivi in meno. L’Europa è scesa
dalla quota di mercato del 58,6% del ’95 alla quota del 57,8%, con quasi un punto percentuale in meno. L’Italia nel 2003 ha perso altri 600 milioni di euro e solo nel gennaio di quest’anno si è registrato un tasso del 9% di aumento dei ricavi valutari, ”che – ha spiegato Ottaviani – confidiamo sia un segnale di ripresa. Non c’è dubbio che sul piano internazionale le tendenza saranno determinate da due fattori fondamentali – ha proseguito – la ripresa dell’economia in Europa e la prospettiva del superamento della guerra in
Iraq”. Per quanto riguarda il turismo congressuale Ottaviani ha detto che l’Italia, pur essendo al primo posto per alcuni prodotti come il turismo culturale e pur battendosi bene su altri fronti, nei congressi non ha una leadership. ”Fatichiamo a risalire le posizioni – ha precisato – e perfino a mantenerle. Eppure si attribuisce all’attività congressuale interna e di
provenienza internazionale un fatturato intorno ai 5 miliardi di euro”. Ottaviani ha quindi invitato ad un riposizionamento dell’Italia sul mercato congressuale con una strategia nazionale e locale coordinata e mettendo in campo incentivi e si è fatto sostenitore di una strategia che coinvolga l’Enit, le regioni ed i convention bureau, ”come fattori di aggregazione per favorire
la creazione di sistemi congressuali”.

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