venerdì, 18 Giugno 2021

Enit, imprenditori delusi dal Governo

Jannotti Pecci, le promesse fatte si stanno rivelando un fuoco di paglia

Imprese e operatori del mondo del turismo scendono in campo compatti per chiedere di essere consultati sulla trasformazione dell’Enit, l’Ente nazionale del turismo, e accusano apertamente il governo di tentare di escluderli dalla rappresentanza nel Cda della nuova Agenzia del turismo che dovrebbe sorgere sulle ceneri dell’Enit. ”Pacta sunt servanda: senza voler ricordare costantemente i disattesi impegni, prima elettorali e poi di legislatura, anche
le più recenti aperture promesse al turismo italiano si stanno rivelando un fuoco di paglia”, dice Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo-Confindustria, che parla apertamente di colpo di mano contro le rappresentanze delle imprese turistiche. ”La rappresentanza delle imprese turistiche nel Consiglio di amministrazione, già prevista dalla bozza di riforma dell’Enit,
approvata dalle Regioni ad aprile – osserva Pecci – è scomparsa ora dal testo, in preparazione al ministero delle Attivita’ Produttive, presumibilmente in vista dell’approvazione della Finanziaria 2005, che prevede la trasformazione dell’Enit in Agenzia nazionale del turismo italiano, estendendone anche le
attività per ‘favorire la commercializzazione’, espressione quanto meno ambigua rispetto alla tutela della concorrenza del pubblico ai privati”. Sulla stessa linea Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo-Confesercenti. Assoturismo-Confesercenti, ha spiegato, ”dice ‘no’ ad una trasformazione dell’Enit che
comporti l’esclusione dal consiglio d’amministrazione delle rappresentanze delle organizzazioni imprenditoriali turistiche e avverte. Non staremo fermi e zitti – aggiunge Albonetti – di fronte ad un atteggiamento miope, foriero di progetti poco chiari, che di certo non andrà a beneficio delle piccole e medie imprese del turismo. Se dunque questo ulteriore tentativo di escludere le imprese verrà confermato, chiameremo lo stesso presidente del Consiglio a rendere conto ed a
confermare le promesse e gli impegni assunti, anche su questo problema, nel corso della Conferenza nazionale”. Secondo voci sempre più insistenti il provvedimento di riforma dell’Enit dovrebbe essere inserito in un collegato alla
Finanziaria 2005 e prevederebbe la trasformazione dell’Ente in una Agenzia dotata di personalità giuridica che, oltre a promuovere l’immagine unitaria del sistema Italia, favorisca la ‘commercializzazione’ del prodotto turistico nazionale. Più cauto Bernabò Bocca, presidente di Confturismo Confcommercio. ”Seguiamo l’evolversi della situazione, anche se certo preferiremmo maggiore attenzione al settore del turismo e un più puntuale rispetto degli impegni presi, davanti alle imprese ed all’opinione pubblica”. Già nei giorni scorsi operatori del settore e imprenditori avevano mostrato il proprio malessere e il proprio malcontento soprattutto per la mancata realizzazione del tavolo di lavoro di cui si era parlato, presente il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, alla Conferenza nazionale sul turismo a Genova, più di un mese fa. Antonio Tozzi, presidente della Fiavet, presidente della Federazione delle agenzie di viaggio e turismo, che polemicamente era stato assente da Genova, ha fatto notare che ad oltre un mese da quell’appuntamento ”l’unico vero
risultato acquisito è un assordante silenzio sulle iniziative che sono scaturite da quell’importante evento. Nella Finanziaria invece, non sono riuscito a leggere la parola ‘turismo”’. E d’accordo con lui, ancora una volta, erano i presidenti delle altre organizzazioni di categoria del settore.

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