lunedì, 19 Aprile 2021

Enit, nuove strategie per attrarre i giapponesi

La questione affrontata in un seminario a Tokyo

Nel 2003 i turisti giapponesi in Italia sono in calo, anche se in misura inferiore rispetto alla media complessiva. E’ bene trovare nuovi spazi e nuove strategie per far sì che questo calo stagionale non diventi strutturale. E’ il tema emerso oggi, in un seminario sull’agriturismo in Italia organizzato dall’Enit e tenutosi nella sede dell’ambasciata italiana di Tokyo. ”L’Italia – ha detto l’ambasciatore Mario Bova – si può far conoscere in modo diverso, con altri itinerari che esulano dalle mete note come Roma, Firenze e Venezia. Esiste un modo diverso di viaggiare in Italia, la natura, la cultura popolare e la gastronomia sana”. Secondo gli ultimi dati dell’Enit i turisti giapponesi nel 2003 in Italia dovrebbero scendere a 1,4 milioni da 1,5 milioni
nel 2002: un calo di circa il 5 %, comunque inferiore alla
flessione del 20% accusata dai flussi turistici giapponesi verso tutto il mondo, ridotti dai 16,5 milioni del 2002 ai 13,5 milioni di quest’anno. Resta il fatto, ha detto intervenendo al seminario Felice Vertullo, docente di marketing e turismo dell’università di Perugia, che l’Italia è la meta più desiderata dai giapponesi dopo Hawaii e Australia; ma c’è un divario tra i desideri e le cifre reali del settore turistico che pongono l’Italia indietro nella classifica delle mete turistiche. I giapponesi da sempre visitano le città più famose d’Italia e conoscono poco le località caratteristiche regionali. Questa nuova via del viaggiatore – regionale, colto e sofisticato – potrebbe essere un filone tutto da scoprire e da proporre al pubblico giapponese. Sicché urge la costruzione di una nuova strada del turismo in Italia. Le fondamenta di questa nuova strada in realtà già esistono e le ha presentate proprio ieri a Tokyo Vertullo, il quale ha elencato una serie di capitoli antropologici, culturali e architettonici ed ha illustrato le città dei sapori, le strade del vino, le vie dell’olio, i sentieri delle castagne, i borghi comunali, le dimore storiche, gli agriturismo e i paesi dipinti. Questo progetto dovrebbe funzionare attraverso i servizi telematici più innovativi; un iperportale collegherebbe i siti e i servizi del nostro Bel Paese on line ai tour operator del Giappone, anche attraverso un cellulare, e persino attraverso una hostess virtuale. ”Spero – ha detto Vertullo – che questo
progetto possa partire nel 2004: è già pronto dal punto di
vista scientifico, ma attende il via libera del governo e delle istituzioni”. Si tratta quindi, ha concluso, di presentare al pubblico giapponese nuovi pacchetti e portafogli di prodotti diversi, innovativi. Proposta che si scontra con la realtà del mercato delle grande agenzie di viaggio giapponesi, che continuano a privilegiare le mete tradizionali.

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