sabato, 12 Giugno 2021

Eurispes, boom del turismo religioso

Per il Ponte di Primavera i pellegrini aumenteranno del 13%

Il ponte di primavera porterà circa 1 milione e 320 mila italiani a prediligere un turismo di tipo ‘religioso’, con un incremento del 13% rispetto alla media mensile di pellegrini (poco meno di 1.170.000) che si muovono verso i luoghi sacri. E’ questa la stima dell’Eurispes sul turismo religioso della primavera 2003. Secondo l’Istituto di ricerca sono più di 14 milioni, in media, i pellegrini italiani che nel corso dell’anno privilegiano i 2.058 Santuari italiani. Queste le regioni nelle quali si concentra il maggior numero di santuari: 1) Lombardia (284 pari al 13,8%); 2) Lazio (195 pari al 9,6%);
3) Piemonte (184 pari all’ 8,9%); 4) Sicilia (161 pari al 7,8%); 5) Emilia Romagna (141 ovvero 6,8%); 6) Liguria (131 ovvero 6,4%); 7) Campania (125 ovvero 6,1%); 8) Toscana (121 – 5,9%); 9) Puglia (116 – 5,6%); 10) Marche (103 – 5,1%). Dei 2.058 Santuari censiti in Italia, solo una ventina sono in grado di attrarre una clientela più propriamente turistica, che si distribuisce su tutto il territorio nazionale, come nei casi di S. Antonio di Padova (Veneto), Assisi (Umbria), Pompei (Campania), Loreto (Marche) e S. Giovanni Rotondo (Puglia). Tutte le altre località sono invece caratterizzate da un significativo movimento giornaliero. Tra i luoghi di culto maggiormente frequentati annualmente dai
pellegrini al primo posto c’è San Giovanni Rotondo (Foggia) con 9 milioni di visitatori; segue l’Abbazia di San Francesco di Assisi (Perugia) con 6 milioni di pellegrini; il Santuario di Sant’Antonio (Padova) con 4,5 milioni di visitatori in ex equo con il Santuario di Loreto (Ancona) e il Santuario di Pompei (Napoli) con 4 milioni di pellegrini. I pellegrinaggi si sono trasformati da esperienza mistica individuale in uno dei modelli privilegiati del turismo di massa per credenti e non. Secondo l’Istituto di ricerca il turismo religioso rappresenta uno dei business più redditizi per i tour operators internazionali. La stima dell’ Eurispes indica che il segmento religioso del settore turistico, che include sia i viaggi a carattere esclusivamente religioso sia quelli che mostrano una motivazione religiosa, registra annualmente circa 12 milioni di pernottamenti alberghieri, con un giro d’affari pari a 3,5 miliardi di euro, corrispondenti al 5% del fatturato annuo
nazionale del comparto turistico. Il 92% dei pellegrini religiosi sceglie l’albergo, con una media di pernottamenti fino a tre notti e soltanto l’1,7%
registra soggiorni più lunghi, interessando circa 100.000 camere, pari al 12% dell’intera rete ricettiva. Si tratta di un turismo che comprende viaggi con caratteristiche diverse. Si va da quelli a carattere esclusivamente religioso (S. Giovanni Rotondo) che rappresentano circa l’1% ed hanno raggiunto una quota del 2.6% nel 2000, a quelli con significativa motivazione religiosa, che sono di più difficile individuazione e valutazione. Pompei, ad esempio, oltre al Santuario della Madonna, offre anche scavi e bellezze artistiche, per cui è
difficile capire quanti visitatori vadano nella cittadina campana solo per fede. Lo stesso vale per Roma: classificare però quanti scelgano la città eterna e quanti il Vaticano è impossibile. La crisi medio-orientale ha spostato flussi di pellegrini dalla Terra Santa alle mete religiose italiane e secondo alcune
analisi questa situazione durerà per almeno altri due anni. C’è poi una distinzione tra il pellegrino escursionista e quello turista: il primo non pernotta in una località ma si limita a visitarla nell’arco di una giornata mentre il secondo alloggia in una struttura alberghiera del posto e diventa, per
questo motivo, statisticamente un turista.

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