martedì, 7 Dicembre 2021

Fattore sicurezza frena passeggeri

Si lamentano le compagnie americane che continuano a perdere clienti

Troppe code per i controlli di sicurezza pesano sulla ripresa del traffico aereo, nonostante i passeggeri mostrino di aver dimenticato la paura di volare dopo i fatti dell’11 settembre. Lo rileva la Iata nel rapporto sullo stato del trasporto aereo ad un anno degli attacchi terroristici. Le compagnie statunitensi, riferisce l’organizzazione, lamentano una lenta ripresa del traffico sia a causa dell’incertezza congiunturale sia a causa dell’eccessivo allungamento dei tempi di viaggio dovuto alle rilevanti misure precauzionali di sicurezza. Le aviolinee Usa attribuiscono infatti una significativa parte della perdita di business al fatto che i passeggeri stanno cercando di evitare gli spostamenti con gli aerei proprio a causa della ‘seccatura’ che comporta l’avere a che fare con le correnti procedure di sicurezza. La Delta stima addirittura che la perdita di fatturato dovuta a questo ‘hassle factor’ (‘fattore seccatura’) ammonti quest’anno ad oltre 600 milioni di dollari.
“L’andata e ritorno in aereo nello stesso giorno è sostanzialmente scomparsa dalle agende di lavoro – si legge nel rapporto – e si preferisce sobbarcarsi il costo di una notte fuori casa scegliendo modi alternativi di viaggiare”. “Le misure di sicurezza – afferma Giovanni Bisignani, direttore generale e amministratore delegato della Iata – non possono ‘uccidere’ proprio il sistema che invece dovrebbero proteggere. Se si lascia che questo accada, verrebbe raggiunto proprio l’obiettivo che i terroristi non sono riusciti a centrare. La sicurezza aerea – aggiunge – può coesistere con un
efficiente sistema di trasporto di persone e beni, ma richiede un uso ottimale delle moderne tecnologie ed uno sforzo di cooperazione tra l’industria e i governi”. La Iata, in particolare, ha avviato un’iniziativa, la “Simplyfyng Passenger Travel”, che mira a sveltire i controlli su passeggeri e documenti, radunando tutte le informazioni e poi distribuendole elettronicamente a tutti di fornitori di servizi. La chiave di questa cooperazione, secondo la Iata, dovrebbe essere l’utilizzo di strumenti biometrici per l’identificazione dei passeggeri. Sempre in tema di sicurezza, la Iata sostiene nel rapporto che “le compagnie aeree non possono sostituirsi agli Stati nel proteggere la comunità dagli attacchi terroristici” e ricorda che, nonostante un aumento del 400% dei premi, le compagnie assicurative hanno completamente abbandonato il mercato dei rischi di guerra.
Per Bisgnani, inoltre, “è assolutamente inaccettabile che in un anno in cui le compagnie aeree, senza alcuna eccezione, hanno subito perdite che ammontano a miliardi di dollari, alcuni partner industriali, inclusi gli aeroporti o i controllori del traffico aereo, abbiano invece messo a segno forti guadagni”.

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