venerdì, 22 Gennaio 2021

Federalberghi, allarmanti i dati del primo semestre

Necessarie misure urgenti per evitare che la crisi diventi profonda

Autostrade intasate ma alberghi drammaticamente vuoti, o quasi: è il grido d’allarme lanciato da Bernabò Bocca, presidente della Federalberghi-Confturismo, che ricorda al governo la promessa di rilanciare i consumi e indica in una riduzione dell’Iva la via più efficace. Bocca tira il premier per la giacca e ricorda che l’Iva, attualmente, è del 10%, più alta rispetto al 7% della Spagna e quasi doppia in confronto al 5,5% della Francia. ”Occorrono misure urgenti per il turismo, la prima industria italiana, altrimenti – è l’allarme di Bocca – il 2003 rischia di diventare un annus horribilis per il settore, che ha fatturato 72 miliardi di Euro nel 2002 (il 7% del Pil) e dà lavoro ad oltre 2 milioni di persone”. Bernabò Bocca ha commentato con toni allarmati i dati pre-consuntivi dei primi 6 mesi dell’anno in corso. I dati emergono nell’ambito del progetto Check Turismo 2003 varato dalla Federazione per tenere sotto stretto controllo l’andamento del mercato turistico. ”Stiamo perdendo consistenti quote di clienti stranieri, ma anche quote di clienti italiani – afferma Bocca – senza riuscire ad invertire questa situazione”. Bocca osserva come in presenza di prezzi sostanzialmente invariati degli alberghi, scarseggia il turista che pernotta. E’ il movimento turistico nel suo complesso – aggiunge il presidente
di Confturismo – che batte la fiacca, mentre una cospicua quota di turisti italiani è attratta dal deprezzamento del dollaro al momento di decidere la destinazione delle vacanze. A giudizio di Bocca il mese di giugno ha confermato le previsioni pessimistiche sul movimento turistico e ha smentito le previsioni di un aumento degli italiani in vacanza: aumenta il pendolarismo e last-minute.
”Prova inconfutabile sono i contratti di assunzione in alberghi e ristoranti, calati del 12% rispetto al 2002, che risentono del calo di ospiti. A questo punto – conclude il Presidente della Federalberghi-Confturismo – quanto ventilato giorni fa dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per il rilancio dei consumi anche turistici delle famiglie italiane, deve diventare realtà ed il DPEF deve affrontare seriamente il problema dell’Iva degli alberghi”. I numeri dell’Osservatorio Turistico-Alberghiero della Federalberghi lasciano poco spazio all’ottimismo. Nessun mese, nel primo semestre di quest’anno, ha visto il segno positivo. A gennaio è stata registrata una leggera flessione (-0,1%) di pernottamenti alberghieri, ma febbraio e marzo hanno registrato veri crolli (-2,2% e -5,7%). Non e’ andata meglio ad aprile, caratterizzato dalla Pasqua e dal ponte del 25 aprile: -1,9% di pernottamenti complessivi, mentre maggio ha ripreso a scendere chiudendo con un -3,6%. Giugno, a titolo previsionale, fa anch’esso segnare una flessione consistente pari a -3,1%. In conseguenza di tale andamento, i primi sei mesi del 2003 chiudono con un -3% netto, pari ad una perdita di quasi 3 milioni di pernottamenti.
Male soprattutto la componente ”non domestica”: stranieri in calo del 4,9% fino a maggio, con una diminuzione di pernottamenti di 1,7 milioni rispetto allo stesso periodo del 2002. A giugno, infine, i turisti stranieri sono ancora diminuiti del 5,5% rispetto al giugno 2002, per un ammontare di 600 mila pernottamenti. Gli italiani, invece, da gennaio a maggio hanno fatto segnare un -1,1%, pari a 450 mila pernottamenti in meno. A giugno hanno annotato un -1,4%, corrispondente a 200 mila pernottamenti in meno rispetto al giugno 2002.
Le realtà più colpite dalla crisi sono tendenzialmente le città d’arte per la componente estera e le città d’affari per la componente estera ed italiana. Inoltre la crisi si avverte di più tra gli alberghi con apertura annuale, rispetto agli stagionali che hanno aperto i battenti relativamente da poco, vale a dire a partire da Pasqua. E’ il bilancio del primo semestre parla dunque di affari ridotti per 300 milioni di Euro. Se a questo si aggiunge l’indotto, la perdita sale a 1 miliardo di euro Spulciando, infine, tra i dati Inail relativi alle assunzioni nei soli alberghi e ristoranti, si riscontra che dal primo gennaio al 24 giugno di quest’anno ci sono stati nei due comparti 421 mila assunzioni, rispetto alle 475 mila assunzioni capitalizzate dal primo gennaio al 30 giugno dell’anno scorso, per una differenza di 54 mila contratti in meno, pari ad un -12%.

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