lunedì, 6 Dicembre 2021

Federturismo, il 2003 non è stato l’anno della ripresa

Contrazione dei flussi dovuta soprattutto dell’economia

Il bilancio consuntivo delle attività turistiche del 2003, diffuso alla conferenza Ciset-Uic di Venezia sull’Italia e il turismo internazionale, ha confermato che il 2003 non è stato l’anno dell’attesa ripresa, registrando la flessione delle entrate turistiche, la contrazione dei flussi dei viaggiatori e quella dei pernottamenti, rispetto al 2002, per effetto di un rallentamento dell’ economia mondiale (Usa e Giappone ma anche Germania) e per effetto del crescente apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro. A osservarlo è stato il presidente di Federturismo, Costanzo Jannotti Pecci. ”Il sistema turismo – afferma Jannotti Pecci – è ancora sofferente e per l’industria del turismo i problemi attuali di competitività dell’offerta vanno risolti con un mix di interventi: promozione dei consumi turistici, armonizzazione fiscale, promozione integrata della destinazione Italia, in particolare presso i turisti stranieri”. La ricetta per la ripresa del settore, sottolinea il presidente di Federturismo, non è quella di produrre di più ma di utilizzare a pieno le capacità di accoglienza e ricettività attuali delle strutture e infrastrutture, cioè fare in modo che aumenti in assoluto il numero dei turisti, italiani ma soprattutto stranieri e che una maggiore percentuale visiti il sud e le isole. ”C’è anche l’esigenza – sottolinea Jannotti Pecci – di spalmare l’aumento su un maggior numero di settimane rispetto alla concentrazione estiva. Dobbiamo cercare di allungare la stagione turistica estiva: è un problema che coinvolge le famiglie, il personale della scuola, il calendario scolastico, le rappresentanze dei lavoratori delle imprese ma anche del pubblico impiego”. Allungare la stagione turistica, secondo Jannotti Pecci, significa accogliere un maggior numero di turisti ed estendere i benefici di questa attività ai settori integrati (commercio, trasporti, alimentare, abbigliamento, made in Italy) ma anche dare una risposta appropriata a una domanda di turismo di potenziali consumatori con caratteristiche proprie (studenti, anziani, meno abbienti). ”Dobbiamo, infine, far conoscere il turismo italiano e promuoverlo – ha concluso Jannotti Pecci – con un’offerta di qualità di sistema basata sulla professionalità degli addetti e su iniziative di turismo sostenibile”.

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