venerdì, 22 Gennaio 2021

Fiavet, è crisi strutturale per il settore

Tra gli associati raccolti dati ben peggiore di ogni più nera previsione

Crisi nera per svariati motivi contingenti, ma senza un serio intervento politico non c’è da aspettarsi nulla di buono.
I primi risultati di una indagine
sull’andamento dell’estate confermano che la crisi del turismo
in Italia, piu’ che contingente, e’ strutturale.
E’ quanto sostiene, in sintesi, il Presidente della Fiavet,
Antonio Tozzi, commentando i dati di un’indagine tendenziale
condotta attraverso i propri associati che valutano il movimento
turistico estivo al di sotto di ogni piu’ nera previsione.
”Diamo la colpa ai divieti piu’ o meno generalizzati su quasi
tutte le spiagge del litorale italiano che terrebbero lontano i
turisti stranieri, specialmente tedeschi; al maltempo che non
avrebbe favorito gli spostamenti durante il ferragosto; alla
tendenza degli italiani di aver ridotto drasticamente il periodo
feriale a pochi giorni; alle sciagure aeree e agli attentati
terroristici che avrebbero in qualche modo sopito gli entusiasmi
per una vacanza lontano da casa. Ma nessuno si preoccupa del
sistema turistico nazionale che sta facendo acqua da tutte le
parti”. A registrare le maggiori flessioni sono i due segmenti
trainanti del turismo nazionale: il mare, che sta ”registrando
perdite valutabili intorno al 5%”, e le citta’ d’arte per le
quali e’ prevista una regressione limitata (-1%), ”ma pur
sempre regressione”. ”Senza parlare dei piccoli centri, le
cui perdite sono nell’ordine del 6%, e degli agriturismi dove le
presenze sono diminuite del 10%. Due segmenti, questi ultimi –
rileva Tozzi – che erano in segno positivo da almeno un
decennio”. Stabile la montagna, gli unici settori che stanno
andando bene sono i laghi (+15%), i centri benessere (+9%) e le
crociere (+12%). Ma si tratta di segmenti che complessivamente
movimentano non piu’ del 15% dei vacanzieri.
”Ad un anno disastroso per l’industria turistica nazionale, il
2004, – prosegue – se ne aggiungera’, probabilmente, un altro
ancora peggiore. Alvin Rabushka, economista dell’Hoover
Institution di Stanford in California, ha dichiarato
recentemente, tornando a visitare l’Italia, di aver trovato un
Paese invecchiato, con le arterie vitali dell’economia
sclerotiche. Niente di piu’ vero. Tutti sono concordi nel
riconoscere come ormai da anni manchi in Italia una politica
nazionale del turismo, ma non si fa nulla per creare quel
coordinamento in grado di dotare il sistema turistico delle
risorse – umane e finanziarie – idonee a realizzare i progetti
necessari; dalle ceneri dell’Enit, sarebbe dovuta nascere
l’Agenzia per il turismo e il Comitato Nazionale di
Coordinamento del settore, ma – aggiunge Tozzi – il perdurante
conflitto Stato-Regioni, di fatto ostacola ogni riforma; da anni
si parla di riduzione delle aliquote IVA per un riallineamento a
quelle dei paesi nostri concorrenti, ma le aspettative vengono
puntualmente deluse ad ogni varo di Legge Finanziaria; il
superamento della stagionalita’, che potrebbe avvenire soltanto
con accordi mirati fra amministrazioni locali, aziende di
trasporto e imprese turistiche, non trova sbocchi di sorta; per
la realizzazione delle infrastrutture (aeroporti, ferrovie,
autostrade, ecc.) fondamentali per il movimento e la crescita
del turismo, chissa’ quanto, cosa e chi si dovra’ ancora
attendere, considerato che ad ogni tornata elettorale non
mancano paladini e proclami. Chi non puo’ piu’ aspettare –
conclude – sono gli oltre due milioni di addetti che vedono ogni
giorno di piu’ il proprio posto di lavoro a rischio. E pensare
che il neo Sottosegretario al turismo Caligiuri il 29 luglio ci
ha addirittura augurato buone vacanze, mentre l’ultimo Consiglio
dei Ministri prima delle meritate ferie del Palazzo si e’ ben
guardato dall’affrontare i nostri problemi”.

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