mercoledì, 27 Gennaio 2021

Fipe-Confcommercio chiede regole certe per agriturismo

Insieme a Federalberghi e Faita audizione davanti alla Commissione della Camera

Centoventimila posti letto, 400 mila turisti solo a settembre e un indice di gradimento in continua crescita presso gli utenti. Il boom dell’agriturismo ormai non fa più notizia. Ma nel mare magnum di aziende più o meno grandi sparse per lo Stivale si avverte ormai l’esigenza di stabilire criteri chiari per distinguere al meglio i vari siti, tanto per una questione di correttezza verso il consumatore, quanto per una questione di concorrenza più o meno leale. Lo hanno chiesto i rappresentanti di Fipe-Confcommercio, Federalberghi e Faita, durante l’audizione alla Commissione Agricoltura della Camera. Fipe-Concommercio, rappresentata dal suo Direttore generale, Edi Sommariva, davanti alla commissione presieduta dall’on. Giacomo De Ghislanzoni Cardoli, ha chiesto confini più netti
per definire l’agriturismo; nessuna sanatoria che agevoli chi è entrato nel settore senza averne i requisiti; controlli sul comparto e l’avvio di programmi di formazione per le imprese. Secondo Sommariva, ormai il settore dell’agriturismo “ha perso le caratteristiche originarie di attività collaterale a quella agricola” e questo è da mettere in relazione ad una legge quadro, la 730 del 1985, “ormai superata”, e “leggi regionali troppo elastiche che hanno favorito il proliferare di
imprese che hanno solo il nome di agriturismo, ma di fatto svolgono attività di ristorazione o ricezione, grazie anche a generosi sostegni finanziari pubblici e zone di franchigia in campo fiscale, contributivo, di sicurezza del lavoro e di sicurezza alimentare”. Nel corso dell’audizione la Fipe non ha espresso, per come ha sottolineato Sommariva, una opposizione netta all’agriturismo, ma solo l’auspicio che esso “torni ad essere quello che era: un aspetto collaterale dell’azienda agricola e
non fine a se stesso, con regole e limiti chiari, senza prescindere dagli obblighi verso la salute pubblica” e quindi “ripristinando le debite regole di leale concorrenza tra imprese e di massima trasparenza nei confronti del consumatore e contribuendo a portare valore allo sviluppo economico e turistico del territorio”.

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