lunedì, 28 Settembre 2020

Fondazione Curella, fatturato in calo del 4,5% per le PMI meridionali

E per i prossimi mesi la situazione non sembra possa migliorare

Evoluzione congiunturale negativa per le imprese artigiane manifatturiere del Mezzogiorno. In particolare, gli imprenditori artigiani dell’area segnalano un utilizzo inferiore alla media della propria capacità produttiva: la quota utilizzata è pari al 66,5%, valore minimo nel corso dell’ultimo biennio. L’attività produttiva si associa, poi, ad un saldo negativo di 21 punti e la domanda è diminuita del 3,8% nel periodo gennaio-marzo e del 4,1% nei successivi tre mesi. “Una debolezza”, si legge in uno studio elaborato da Confartigianato appositamente per Report Sud della Fondazione Curella, “sulla quale hanno pesato, nella prima parte dell’anno, la scarsa dinamica della domanda nazionale ed internazionale: la prima penalizzata dall’erosione del valore di acquisto della moneta e dalla diminuzione della propensione ai consumi, la seconda dalla crisi del commercio internazionale acuita dal rafforzamento della moneta europea e dalla strutturale perdita di competitività del sistema produttivo nazionale”. La conseguenza, lamentata dagli imprenditori dell’area, è stata quella di un calo del fatturato: -3,3% e -4,5%, rispettivamente nel primo e nel secondo trimestre dell’anno. Sono questi i primi dati anticipati dall’economista Pietro Busetta, presidente della Fondazione Curella, in occasione della presentazione alla stampa del XVII Osservatorio Congiunturale “Economia 2003” che si terrà a Palermo venerdì 21 novembre prossimo presso il Grand Hotel Villa Igiea. “Ciò che occorre sottolineare”, afferma Busetta, “è che nell’indagine Confartigianato, il panel costituito dalle 2500 aziende ha formulato previsioni di stazionarietà dell’attività produttiva del fatturato e della domanda per i prossimi mesi”.
La congiuntura incide negativamente sulle imprese artigiane meridionali, già caratterizzate da una elevata mortalità: sono 4.646 le imprese cessate nel primo semestre dell’anno, un quarto delle quali aveva avviato la propria attività nel corso dell’ultimo triennio. In fasi cicliche sfavorevoli si intensifica il processo di allontanamento dal mercato, delle pmi meno strutturate, senza tuttavia compromettere la nascita di imprese di più complessa articolazione: le società di capitali registrano un tasso di crescita superiore al 30%. “A questo punto”, dice il sottosegretario per le Attività produttive Giuseppe Galati, “dobbiamo porci il problema se, oggi, non sia giunto il momento di cambiare registro finanziando soprattutto medie e grandi imprese, assieme al dimensionamento a livello superiore della piccola impresa. Sono convinto che oggi sia più conveniente all’economia finanziare l’ampliamento ed il rafforzamento tecnologica di una piccola impresa in essere con prospettive di sviluppo, piuttosto che una nuova piccola impresa generica”.
Due le sessioni di lavoro previste per l’edizione di quest’anno che si svolgeranno a partire dalle ore 9,30. La prima riguarderà “Economia mondiale: chi cresce e chi no” e l’altra “Politiche per il Mezzogiorno: un bilancio di metà legislatura”.
L’edizione di quest’anno dell’Osservatorio Congiunturale si avvale degli apporti di Banca Popolare S. Angelo e Credito Siciliano, della collaborazione di “Sole 24 ore” e Diste, del patrocinio della Presidenza e dell’Assemblea Regionale Siciliana e della sponsorizzazione di: Amap e TRM.

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