venerdì, 22 Gennaio 2021

Guerra del bidet fra Club Med e Regione Siciliana

La struttura di Kamarina rischia il declassamento senza il sanitario incriminato

Può scoppiare la guerra, almeno sulla carta, per il bidet. Accade in Sicilia tra il Club Mediterranee di Kamarina, nel ragusano, e la Regione, impegnata nel ridisegnare la funzionalità degli alberghi imponendo “requisiti minimi” per l’attribuzione delle “stelle”. Il Club ne ha tre , ma senza il sanitario rischia il declassamento. Tutto comincia nel dicembre scorso, quando l’assessore regionale del Turismo Francesco Cascio, con l’obiettivo di ridare una bella riverniciata ad un comparto essenziale, spesso però viziato da proposte non in linea con standard competitivi,
stabilisce più restrittive norme per individuare la categoria in cui incasellare le attività ricettive.
Solerti ispettori cominciano a scandagliare l’isola, visitando grandi alberghi, pensioni, villaggi vacanze. Nel Mediterranee di Kamarina, operativo da più di vent’anni, si scopre, come pubblica oggi il quotidiano “La Sicilia”, che l’accessorio per le intime abluzioni non c’è, presumibilmente in omaggio al costume degli ospiti tradizionali, quei transalpini che, come inglesi e scandinavi, nella loro toilette non lo contemplano. I legali della società osservano che il Club è in regola con tutte le autorizzazioni previste, comprese quelle di prefettura e asl competente, sottolineando che per “requisito minimo” non può intendersi un elemento che, nel caso in questione, deve essere ritenuto “accessorio”. La controparte ribatte che i criteri di classificazione, sempre nell’ottica del miglioramento della qualità dell’offerta, debbono, oggi più che ieri, uniformarsi a parametri
precisi, bidet compresi.

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