martedì, 22 Settembre 2020

I porti italiani crescono a rilento

I porti del Nord europa viaggiano al doppio della velocità

‘Il tasso di crescita dei porti italiani negli ultimi anni e’ stato basso. I maggiori porti contenitori del Nord Europa stanno pianificando aumenti di
capacita’ di circa il 50% entro il 2008 ed il raddoppio entro il 2015”. Lo ha detto Fabio Morvilli, presidente della Camera di Commercio Italiana a Bruxelles, in un incontro ad Atene tra i presidenti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) dell’area europea. L’Italia, e’ emerso inoltre durante la riunione, e’ in grado di intercettare il traffico merci tra l’Asia dell’Est e
l’Europa, e diventare punto di smistamento per il Sud e il Centro Europa, ma bisogna cogliere le opportunita’ offerte dal mercato, che nel 2015 portera’ un aumento del 69% rispetto al 2002 dei container trasportati nel vecchio continente. E’ pertanto necessario, hanno concordato i presidenti delle Camere di Commercio, far partire in tempi brevi un piano di sviluppo per i maggiori porti italiani contenitori, anche perche’ tra il 2000 e il 2003, Gioia Tauro, Genova e La Spezia sono cresciuti in media la meta’ degli altri grandi porti
europei. Da parte sua, Edoardo Pollastri, presidente vicario dell’ Assocamerestero, ha annunciato che ”le Camere di Commercio
Italiane presenti in sette Paesi del Sud America e in quattro Stati dell’Europa hanno messo a punto un progetto per promuovere in Sud America le possibilita’ date dai porti italiani per l’interscambio di merci con l’Est dell’Europa. Punto di riferimento del progetto sara’ il porto di Trieste”.

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