lunedì, 21 Giugno 2021

Iata, entro la fine dell’anno perdite per 5 mld di dollari

Crisi soprattutto americana. Domanda debole fino al 2003

L’industria del trasporto aereo a fine 2002 recupererà in parte le abissali perdite segnate nel 2001 (-12 miliardi di dollari) e chiuderà l’anno in corso con un ‘rosso’ di 5 miliardi di dollari. Sono le previsioni della Iata, organizzazione che associa le compagnie aeree del mondo, contenute in una analisi presentata ieri a Madrid. Secondo gli esperti della Iata, tali perdite saranno concentrate soprattutto sulle rotte per, da e all’interno degli Stati Uniti d’America. Fino a tutto il 2003 gli analisti parlano di una ‘domanda debole’ e il rilancio sarà legato soprattutto a possibilità di “recupero strutturale”. Le previsioni più pessimistiche conteggiano però a -7 miliardi di dollari le
perdite a fine 2002 e a -2 miliardi a fine 2003. Gli scenari più ottimisti indicano invece il prossimo quale probabile anno di ripresa finanziaria per l’industria aerea mondiale, con guadagni dai 2 ai 4,5 miliardi di dollari. Diversamente, per gli analisti che vedono più nero, il 2003 potrebbe segnare ancora perdite, per circa 2 miliardi di dollari. Per quanto riguarda le percentuali di traffico, il 2002 si chiuderà secondo le previsioni, con una crescita globale dell’1,5%, mentre il 2003 potrebbe vedere tale percentuale crescere fino al 5,8%. Lo scenario di analisi dal 2001 al 2006 indica comunque prospettive di crescita del trasporto passeggeri, soprattutto nelle regioni asiatiche, euro-asiatiche e internazionali a medio raggio. Le rotte del nord Atlantico e del trans-pacifico invece solo nel 2006 si riposizioneranno ai livelli di quote detenute nel 2000, prima quindi dell’11 settembre. La fase di massima decrescita di passeggeri cade, secondo gli analisti della Iata, nei mesi iniziali del 2002, quindi la risalita. Tra i paesi che segneranno i maggiori passi di incremento di traffico, la Cina +9,5%, Tailandia +6,1% e Turchia +5,9%.

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