venerdì, 22 Gennaio 2021

Iata, il peggio è passato

Per una vera ripresa, però, bisognerà aspettare ancora diversi mesi

Il peggio sembra passato, ma ci vorranno ancora diversi mesi prima che l’industria dei trasporti aerei possa ripartire a pieno regime: questo è, in sintesi, il messaggio che emerge dall’Assemblea generale dell’Iata, l’Associazione internazionale dei trasporti aerei, riunita in questi giorni a Washington. Giovanni Bisignani, direttore generale della Iata, ha ricordato che le cifre di aprile 2003 sono drammatiche, con una diminuzione del 18 per cento rispetto all’aprile dell’anno precedente, e punte negative del 44 per cento sui mercati asiatici ed estremo orientali. Sono le peggiori dai tempi degli attentati dell’11 settembre 2001 contro le Torri Gemelle ed il Pentagono – ha spiegato il direttore generale dell’Associazione, ma la macchina sembra pian piano ripartire, anche perché in base alle previsioni dell’Iata, il numero dei passeggeri aerei dovrebbe passare da 1,5 a 3 miliardi nei prossimi 12 anni. Secondo Leo F. Mullin, amministratore della americana Delta Airlines, il settore dovrebbe tornare a regime tra circa un anno. I fattori che hanno provocato la crisi del settore sono quattro in tutto: il timore di attentati terroristici, la cattiva situazione economica, l’epidemia di Sars, la guerra contro l’Iraq.
Il quarto di questi fattori è stato ormai superato – ha spiegato Bisignani -, ma per rimettersi in piedi dopo la guerra del Golfo del 1991, ci è voluto ben un anno. E la Sars, con conseguenze tremende sulle rotte orientali, preoccupa in modo particolare. A questi quattro fattori di crisi, occorre forse aggiungerne un quinto: quello fiscale, con discriminazioni in alcuni paesi rispetto agli altri settori economici, e con trattamenti che variano, anche sensibilmente, tra un paese e l’altro. Nel suo intervento, Bisignani ha citato come modello l’
atteggiamento dell’Amministrazione Usa, che ”recentemente si è mossa per compensare le spese delle compagnie aeree e ha finanziato parte dei costi supplementari per la sicurezza”. E’ stata salutata anche molto positivamente l’iniziativa presa proprio oggi dal segretario ai trasporti Usa Norman Mineta per una maggiore liberalizzazione del settore, giudicata indispensabile per rilanciare i trasporti aerei, permettendone la ricapitalizzazione. Mineta ha chiesto al Congresso Usa di modificare le regole sulla proprietà estera delle compagnie aeree americane, autorizzando gli investitori stranieri a possederne fino al 49 per cento, contro il 25 attualmente. Un altro dei cavalli di battaglia della Iata è la liberalizzazione dei cieli, con la rimozione di ostacoli che rilancerebbero la concorrenza tra vettori di tutto il mondo. Bisignani auspica in particolare che si passi ”dagli attuali accordi bilaterali ‘Open Skies’ ad una liberalizzione regionale. Gli accordi ‘Open Skies’ devono diventare ‘Wide Open’ ”, cioè spalancati. Dall’11 Settembre ad oggi, le compagnie aeree hanno perso più soldi di quanto ne abbiano ricavato negli ultimi 50 anni, secondo la Iata. Le perdite nette sono stimate in 2,8 miliardi di dollari nel 2002, con risultati poco soddisfacenti soprattutto per le compagnie americane. L’inizio del 2003 vede un aumento del traffico del 2,5 per cento nel primo trimestre, ma con risultati negativi in (-5,6 per cento) e soprattutto in aprile.

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