mercoledì, 21 Ottobre 2020

Iata, l’industria europea danneggiata dalla commissione Ue

Bisignani parla di 5,9 Mld di dollari annui dovuti per negligenza

L’Associazione Internazionale per il Trasporto Aereo (Iata) denuncia ”l’enorme onere che la Commissione europea infligge” sul settore a livello globale:
ogni anno, i vettori sono costretti a farsi carico di costi per 5,9 miliardi di dollari dovuti alla ”negligenza” del passato Esecutivo di Bruxelles. Il grido d’allarme l’ha lanciato Giovanni Bisignani, amministratore delegato dell’organismo che rappresenta 264 vettori in 136 paesi del mondo, durante un incontro dell’European Aviation Club. Quest’onere, ha dichiarato Bisignani nel corso di una conferenza stampa, ”e’ il lascito della negligenza lasciato
dalla precedente Commissione europea, che continuava a mettere una serie di regolamentazioni che effettivamente opprimevano questa industria, impedendole di competere ad armi pari con gli altri paesi”. Il numero uno della Iata non ha dubbi: ”In mancanza di azioni urgenti volte a ristabilire un campo da gioco
equilibrato, l’industria europea verra’ danneggiata non dalla concorrenza, ma dall’inefficienza dei sistemi europei”. L’onere complessivo, ha spiegato Bisignani, si puo’ ripartire in tre grandi aree: i costi legati alle nuove regolamentazioni sul rifiuto all’imbarco, la cancellazione dei voli ed i ritardi
(600 milioni di dollari), quelli legati alla mancata assunzione di responsabilita’ dei rischi assicurativi sulle guerre e su temi nel settore della sicurezza (1,9 miliardi di euro) e quelli legati all’inefficienza infrastrutturale e normativa. ”Il Commissario Ue ai Trasporti (Jacques) Barrot e il presidente della Commissione europea (Jose’ Manuel) Barroso devono tenere in considerazione questo onere perche’ si parla tanto dell’Agenda di Lisbona e quindi devono rendersi conto che questa e’ un’industria globale, che deve avere delle regole del gioco bilanciate come in altre parti del mondo”, ha osservato
Bisignani. L’amministratore delegato della Iata ha incontrato Barrot all’inizio di questo mese e si e’ detto ”fiducioso” nel nuovo Esecutivo di Bruxelles. ”Il settore dei trasporti aerei e’ cruciale per l’economia dell’Europa – ha affermato. A livello globale, le compagnie aeree sono responsabili per un’attivita’ economica stimata in 1.000 miliardi di euro”. In Europa, ha spiegato Bisignani, 4,3 milioni di posti di lavoro dipendono da 330 vettori che operano in 488 aeroporti e che l’anno scorso hanno trasportato oltre 400 milioni di passeggeri. Entro il 2020, ha aggiunto, prevediamo che 800 milioni di persone viaggeranno in aereo ogni anno in Europa. In questo quadro, Bisignani ha esortato i governi a ‘pesare’ i costi delle normative contro i previsti benefici. ”Ogni normativa dovrebbe passare un test del mercato del lavoro – ha
detto -. Serve un approccio improntato al buonsenso, bisogna chiedersi se ogni nuova normativa e’ necessaria, e’ semplice ed efficace e quale impatto avrebbe sulla competitivita’ e sulla crescita”. In particolare, secondo l’amministratore delegato della Iata, la Commissione Ue dovra’ affrontare con ”urgenza” quattro aree principali. Anzitutto, l’attuazione di un efficace ‘Single European Sky’ (cielo unico europeo), ”che renderebbe le rotte piu’ efficienti, ridurrebbe i ritardi e migliorerebbe la performance ambientale: dobbiamo trasformare in un successo questa storia di fallimenti che dura da 15 anni”. In secondo luogo, serve una regolamentazione efficace dei fornitori del settore che operano in regime di monopolio. Su questo punto la Iata ha sfidato i fornitori ad aumentare il proprio grado di efficienza del 20%.
La Iata chiede poi un trattamento uguale dei settori del trasporto aereo e ferroviario, sottolineando che non puo’ ”rimanere in silenzio quando i Governi forniscono pesanti sussidi ad altri modi di trasporto”. Infine, l’associazione
chiede che il sistema regolamentare del trasporto aereo venga modernizzato: ”Il sistema e’ vecchio – ha affermato -, ha 60 anni, e’ nato con la convenzione di Chicago nel 1944, e’ ora di cambiarlo: allora si volava con i DC3 adesso si vola con i Superjumbo”.

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