mercoledì, 30 Settembre 2020

Ictus in agguato nei voli a lungo raggio

Le cause sono simili a quelle della Sindrome da classe economica

I voli transatlantici nascondono da oggi un nuovo nemico in agguato: oltre alla cosiddetta sindrome della classe economica, cioè la trombosi delle vene profonde, le lunghe ore trascorse sullo scomodo ed angusto sedile di un aereo possono provocare anche l’ictus. L’allarme è stato lanciato da George Geroulakos, un chirurgo vascolare dell’ospedale londinese di Ealing che ha scoperto questa ulteriore insidia dopo aver esaminato l’anno scorso un uomo quarantanovenne colpito da ictus due giorni dopo il suo arrivo nella capitale britannica con un volo di 19 ore dall’Alaska. Il paziente di Geroulakos è oggi semiparalizzato e da allora il chirurgo ha individuato altri 12 casi simili precedenti, le cui cause non erano state collegate ai rischi potenziali delle lunghe traversate in aereo. ”Potrebbero esserci milioni di persone ignare di essere soggette a un incremento del rischio di
ictus legato alla sindrome della classe economica”, ha
commentato il chirurgo alla stampa inglese. Geroulakos, il quale ha pubblicato i risultati dei suoi studi sulla rivista scientifica European Journal of Vacular Surgery, ha già avviato una campagna tra la comunità medica mondiale per sensibilizzare i suoi colleghi su questo rischio. Finora si pensava che i voli in aereo per lunghi percorsi potessero causare solo la trombosi delle vene profonde (Dvt dal
nome inglese ‘deep vein thrombosis’), conosciuta appunta anche come sindrome della classe economica. ”Il mio interesse per la Dvt collegata ai viaggi in aereo – ha proseguito Geroulakos – mi ha spinto ad approfondire questa complicazione poco conosciuta. E’ importante stabilire l’ordine di grandezza del problema a causa delle grandi implicazioni di un ictus sia per i pazienti, sia per le loro famiglie”. Tra i 12 casi precedenti individuati dal chirurgo, ben 11 erano legati a pazienti che erano stati affetti da ictus pochi giorni dopo – a volte solo qualche ora dopo – aver viaggiato su voli di almeno 8 ore. L’ictus, ha spiegato Geroulakos, può essere provocato se un grumo di sangue che si forma nelle vene delle gambe riesce ad arrivare al cervello attraverso il cosiddetto Forame Ovale Pervio, cioè una piccola apertura fra l’atrio destro e quello sinistro, residuo dell’anatomia del cuore prima della nascita. Nel 70-80% delle persone, questa apertura si chiude entro pochi giorni dalla nascita, ma nel restante 20-30% della popolazione non si chiude completamente e permette così il passaggio del grumo di sangue. La maggior parte delle persone affette da questa anomalia, comunque, non si accorge di averla poiché l’apertura non è abbastanza grande da provocare alcun disturbo cardiaco. I risultati di Geroulakos, ha commentato David Smithard dell’ospedale William Harvey nel Kent, sono plausibili poiché ”un grumo di sangue potrebbe passare attraverso un’apertura nel cuore ed arrivare fino a un vaso sanguigno nel cervello”. Secondo un recente studio dell’University College di Londra, un passeggero su dieci di voli a lunga percorrenza viene colpito dalla sindrome della classe economica, anche se nella stragrande maggioranza non manifesta alcun sintomo ed il grumo di sangue formatosi nelle gambe (soprattutto nelle vene delle caviglie) scompare senza provocare danni.

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