giovedì, 24 Settembre 2020

Il Brasile impone regole Usa anche agli americani

Code a Rio e San Paolo per la schedatura dei turisti

Come già avviene da sabato all’aeroporto di San Paolo, anche in quello di Rio de Janiero è cominciata la schedatura – fotografia ed impronte digitali – dei turisti americani in arrivo, come deciso l’altro giorno da un giudice federale per rappresaglia contro una misura simile che prenderà il via domani per quanti approdano negli Stati Uniti dai cosiddetti paesi del Terzo Mondo, Brasile compreso. La risoluzione del magistrato ha fatto scaturire immediate rimostranze da parte del municipio di Rio e da esponenti del settore turistico che temono che ciò finisca per far diminuire l’arrivo degli americani, che nel 2003 sono stati quasi 600.000, poco più del 22 per cento dei turisti di tutto il mondo che hanno visitato il paese. Tanto più che le autorità doganali sono state colte del tutto impreparate a far fronte alla misura. Oggi, nell’aeroporto di Rio, gli oltre mille americani arrivati, sono stati separati dagli altri turisti stranieri ed hanno dovuto affrontare una coda di almeno un’ora e mezzo, poiché vi era solo un funzionario per fotografarli ed un altro per prender loro le impronte digitali. Tra l’altro, ha fatto sapere una fonte della dogana, nessuno sa ancora a chi dovranno essere fatte pervenire tali schedature. ”E’ una misura inutile”, ha invece sostenuto l’ambasciatore
Usa in Brasile, Donna Hrinak in un’intervista pubblicata dal quotidiano ‘O Estado de Sao Paulo’, in cui ha anche assicurato che ”essa è però necessaria negli Stati Uniti,
perché il nostro paese è minacciato dal terrorismo”. D’altra parte, mentre il sottosegretario al turismo Sergio Ricardo ha annunciato che il governo farà ricorso contro la misura del giudice, Roberto Dultra, presidente dell’Associazione
brasiliana degli operatori turistici (Bito) ha detto di
sperare che essa venga revocata anche perché il Brasile, sempre per rappresaglia contro gli Usa, ”ha già aumentato da 65 a 100 dollari il costo del visto necessario agli americani per entrare nel paese, così come, mentre prima veniva concesso in 48 ore, ora per averlo sono necessarie almeno tre settimane”.

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