martedì, 24 Novembre 2020

Il Carnevale in Trentino

Mille appuntamenti fra la Val di Fassa, Valfloriana, Panarotta e Madonnadi Campiglio

In valle di Fassa, isola ladina delle Dolomiti, il Carnevale (Mascherèda, in lingua ladina) vanta tradizioni molto antiche, radicate in tutti i paesi e legate al mondo contadino e al trascorrere delle stagioni. Quando la fine dell’inverno era celebrata con feste rituali che annunciavano l’arrivo della primavera. Elemento classico della tradizione carnevalesca fassana è il corteo delle maschere aperto dai “laché”, vestiti di colori sgargianti cui fanno seguito i “marascons” che, saltellando, fanno risuonare i campanelli che portano alla cintura. Viene poi il “bufon”, la maschera più importante. Indossa un lungo copricapo conico, addobbato da una moltitudine di nastri, e ha il viso nascosto da una maschera lignea dal naso pronunciato. Compito del “bufon” è quello di dileggiare le ragazze nubili del paese e di mettere in piazza vizi e peccati degli abitanti. Le maschere lignee (“faceres” in ladino) realizzate dagli scultori locali e frutto di una tradizione artistica antica che si tramanda di generazione in generazione sono una caratteristica del carnevale fassano al quale donano un fascino assolutamente unico ed ineguagliabile. Il Carnevale Ladino, viene aperto ogni anno il 20 gennaio, sagra di San Bastian (San Sebastiano) patrono di Penia, ultima frazione di Canazei. E’ in questo piccolo villaggio alpino che è custodita e si rinnova ogni anno la tradizione legata al Carnevale. Gli appuntamenti successivi sono il giorno di giovedì grasso (27 febbraio) a Penia di Canazei presso Scuole Elementari (ore 20.30), la domenica successiva (2 marzo) con la mascherata a Campitello di Fassa nella piazza Centrale (ore 14.30), quindi le mascherate nella giornata conclusiva del martedì grasso (4 marzo) a Moena lungo le vie del paese (ore 14.30) e a Penia di Canazei presso la Scuola elementare (ore 20.30). (Apt Val di Fassa 0462 602466).
Tra le tante manifestazioni che caratterizzano il Carnevale in Trentino quella che si svolge in Valfloriana, laterale della valle di Fiemme, è sicuramente una delle più antiche e spettacolari. Tanto da essere considerata una delle più interessanti mascherate dell’intero arco alpino. Anche in questo caso, come per il Carnevale della vicina valle di Fassa, grande importanza hanno le maschere di legno, realizzate dagli artigiani locali. Il Carnevale di Valfloriana, che quest’anno è in programma per sabato 1 marzo, non si svolge tuttavia in un giorno fisso, ma secondo tradizione può cadere in uno qualsiasi dei giorni compresi tra l’Epifania e il martedì grasso. Gli abitanti di ogni frazione (delle 13 che compongono il comune), decidono infatti a sorpresa di “andare in maschera” e di visitare quelli delle altre frazioni che a loro volta a sorpresa possono poi restituire la visita. Tantissime e molto particolari le maschere di questa festa: i matoci, gli arlecchini, i sonadori, la bèla, i sposi, i paiaci. Il personaggio principale è il matocio. Il viso nascosto dalla maschera di legno (facèra) e con l’abito addobbato di pizzi e nastri colorati, il matocio ha il compito di precedere il corteo dei compaesani. All’ingresso di ogni frazione viene fermato e interrogato e lui, rispondendo in falsetto aiutato in ciò anche dalla maschera di legno che ne camuffa la voce, deve essere tanto abile da non farsi riconoscere. Di frazione in frazione il corteo variopinto e sghignazzante (ci pensano i paiaci a combinarne di tutti i colori…..) arriva fino a Casatta, la frazione posta più in basso, dove in genere ha luogo il grande ballo finale. Ma prima il matocio e il suo seguito dovranno essere tanto bravi da superare il “Contrest” rispondendo in maniera appropriata alle tante domande che verranno loro poste dalla gente del posto.Tutte le frazioni si sfidano in questa gara antica e sempre nuova. (Apt Val di Fiemme 0462 241111).
La gente di Grauno, piccolo paese di montagna – è il più alto della valle di Cembra – è custode gelosa e convinta di uno dei più antichi e particolari Carnevali del Trentino. Protagonista di questa festa, che non ha bisogno di costumi o di maschere, è l’albero e questo è un retaggio degli antichi riti precristriani di propiziazione e di fecondazione. L’organizzazione spetta ai giovani, i coscritti dell’anno, che come primo atto debbono addobbare con rami di pino – ma dopo la mezzanotte dell’Epifania – le quattro fontane del paese. La festa vera e propria si svolge negli ultimi giorni di Carnevale. In primo luogo i giovani devono salire sul monte e tagliare un grande albero: il più bello del bosco. Spogliato dei rami, il pino viene trascinato in paese dove viene “battezzato” davanti a tutta la gente che poi assiste a una recita sempre nuova e scritta per l’occasione. Una commedia che è l’occasione per prendere bonariamente in giro i personaggi più in vista del paese.
A questo punto ha inizio la fase più spettacolare della festa. Il pino viene trascinato fino al “doss del Carneval” (il colle del Carnevale) e piantato nella “busa del Carneval” . La buca, profonda 7 metri, è la stessa da sempre e la terra è impastata col carbone di decine e decine di alberi. Il pino viene issato e ricoperto da cima a fondo di paglia. A sera attorno a questo gigantesco totem si raduna tutta la gente del paese e l’ultimo sposo dell’anno scortato dalla sposina ha il compito di dare fuoco all’albero che arde subito come una gigantesca torcia visibile da tutta la valle. E tocca ai vecchi del paese trarre dalla visione delle scintille che si alzano nel cielo notturno gli auspici per la stagione che verrà.
Quest’anno la festa del carnevale si aprirà ufficialmente venerdì 28 febbraio alle 19 con uno spettacolo musicale in piazza, mentre sabato e domenica si mangerà, si berrà, si canterà e si ballerà. Martedì 4 marzo il gran finale con il falò dell’albero sul Dos del Carneval. E poi tutti a ballare fino alle ore piccole. (Apt Altopiano di Pinè, Valle di Cembra 0461 683110)
Sul finire del diciannovesimo secolo Madonna di Campiglio che già si stava imponendo come stazione turistica frequentatati dal bel mondo ottenne un “lancio” davvero imperiale. Per due volte, e precisamente nell’inverno del 1889 e in quello del 1894, ebbe la fortuna di ospitare la corte asburgica con il suo seguito di alta nobiltà proveniente da mezza Europa. L’imperatore Francesco Giuseppe e Sissi, la sua splendida e sventurata consorte, furono protagonisti di giornate indimenticabili contrassegnate da escursioni nei boschi che fanno da corona alle vette del Gruppo di Brenta e da feste sontuose. Atmosfere magiche che sembravano definitivamente cancellate e che invece, da diciannove anni a questa parte, sono tornate a rivivere grazie al Carnevale asburgico di Madonna di Campiglio. Per nove giorni ai piedi del Brenta torneranno carrozze e dame ingioiellate, ussari affascinanti nelle loro impeccabili divise e tornerà l’allegria che caratterizza le grandi feste da ballo.
Le celebrazioni si apriranno ufficialmente nel pomeriggio di mercoledì 26 febbraio con l’arrivo delle carrozze reali in Piazza Brenta Alta e si concluderanno venerdì 6 marzo con il Grande ballo imperiale in costume nel Salone Hofer. Tutti potranno rivivere quelle magiche atmosfere (per l’occasione è anche possibile affittare i costumi asburgici d’epoca) partecipando ai balli nel Salone Hofer e a tutte le altre iniziative che caratterizzeranno le giornate del carnevale: dagli spettacoli pirotecnici, alla sfilata degli Ussari a cavallo, dalle esibizioni di sciatori in costumi d’epoca, agli spettacoli per i bambini offerti dai giullari di corte. Per non parlare del tè in compagnia dell’Imperatrice Sissi. (Apt Madonna di Campiglio 0465 442000 – fax 0465 440404)
Saranno giornate di festa e di grande allegria quelle che segnano il culmine del Carnevale in tutta la Valsugana. Eccone un assaggio: a Pergine Valsugana domenica 23 febbraio sfilata di carri e gruppi mascherati a partire dalle 13. Alle ore 16.30 all’oratorio pastasciutta per tutti. Sulle nevi della Panarotta giovedì 27 febbraio e martedì 4 marzo, feste di Carnevale con animazione per bambini, giochi, musica e tante golosità. A Calceranica al Lago sabato 1 marzo dalle 14.30 sfilata di maschere e premiazione con distribuzione di bevande e grostoli in piazza Municipio. A Caldonazzo domenica 2 marzo dalle 13.30 il tradizionale carnevale “Panizaro” giunto alla 25ª edizione con sfilata di maschere e carri allegorici. A Levico Terme giovedì 27 febbraio alle 12 la tradizionale “Festa del Zobia Grasso”: maccheronata a ritmo di musica e la premiazione di tutte le mascherine. Domenica 2 marzo sempre a Levico Terme gli scolari delle elementari e delle medie sono mobilitati per la grande sfilata di carri e gruppi mascherati dal titolo “Un tuffo in maschera”: partenza alle 14 dall’Oratorio di via Caproni. A Selva di Levico domenica 23 febbraio alle 13 la tradizionale “Sbigolada Selvarota”. A Barco di Levico domenica 2 marzo alle 12 la “Sgnocolada barcarola” e la sfilata delle maschere con giochi e animazione per bambini. A Roncegno sabato 1 marzo prende il via la 40ª edizione del “Carnevale Comprensoriale” che prevede alle 21 il Ballo mascherato al Centro Sportivo, domenica 2 marzo (ore 13,30) la sfilata di carri e gruppi mascherati e martedì 4 marzo la Grande Festa di Carnevale al Centro sportivo. A Marter di Roncegno martedì 4 marzo la “Sgnocolada” (alle ore 17). (A.P.T. Terme di Levico Vetriolo Roncegno Panarotta 2002 Lago di Caldonazzo
0461 706101 – fax 0461 706004 ).

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