sabato, 23 Ottobre 2021

Il Sud cresce più del Nord, ma crolla l’export

Le previsioni della Fondazioni Curella per il 2003 parlano comunque di crescita contenuta

Le stime di preconsuntivo 2003 vedono per l’economia del Mezzogiorno un lento ma graduale recupero delle tendenze di crescita, accreditando un incremento del Pil dello 0,8%. Per la ripartizione del Centro-Nord l’incremento dell’anno in corso non supererà presumibilmente lo 0,5%.
Dal lato della domanda interna, nel 2003 si è registrata anche nel Sud e nelle Isole una brusca frenata dei consumi delle famiglie, cresciuti solo dello 1,1% (+1,3 per tutto il Paese), dovuti ad una percezione di un’inflazione superiore a quella effettiva e allo scarso dinamismo del reddito reale disponibile, nonché dal netto deterioramento del clima di fiducia sulle prospettive dell’economia e del mercato del lavoro.
Deboli gli investimenti fissi lordi per la componente “macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto” che hanno registrato una flessione piuttosto marcata (-1,0%), mentre moderatamente più evolutivo è risultato l’andamento degli investimenti in “costruzioni” (+2,0%).
In questo quadro l’export meridionale ha fatto registrare, nel I° semestre del 2003, una contrazione del 3,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Va comunque segnalato che, scorporando dai dati le componenti riconducibili ai prodotti petroliferi, l’export meridionale è diminuito più rispetto alla media italiana (Mezzogiorno -8,3%, Italia –3,4%). “Al di là del rallentamento dovuto a fattori internazionali resta il fatto che”, dice il presidente della Fondazione Curella, l’economista Pietro Busetta, “la crescita del Sud è molto contenuta rispetto alle grandi esigenze che ha tutta l’area meridionale”.
Note negative si registrano invece per il mercato del lavoro: nel Mezzogiorno, nella media delle prime tre rilevazioni del 2003, l’occupazione ha registrato una battuta d’arresto segnando una crescita vicina allo zero (+0,1), probabile reazione alla precedente espansione, oltre che una conseguenza delle incertezze che hanno riguardato l’erogazione del bonus. Per il quarto anno consecutivo è però diminuito il tasso di disoccupazione passando dal 22,0% del 1999 al 17,9% del 2003.
Per quanto riguarda le previsioni, il profilo di crescita del Mezzogiorno acquisterebbe una maggiore consistenza solo nella seconda parte del 2004 che chiuderebbe all’insegna di un tasso di sviluppo convergente alla media nazionale (+1,8%). Anche per la ripartizione del Centro-Nord il 2004 dovrebbe innescare un tendenza analoga al tasso di crescita medio italiano.
Sul fronte del mercato del lavoro, nel 2004, la progressiva ripresa dell’attività produttiva e gli effetti derivanti dalle misure di flessibilità recentemente introdotte potrebbero imprimere una moderata accelerazione della domanda di lavoro, con tassi di crescita nelle due grandi aggregazioni geografiche anche in questo caso convergenti attorno al dato nazionale (+1% circa).

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