mercoledì, 2 Dicembre 2020

Il Trentino tiene bene nel periodo natalizio e guarda ad est

Confermata la tendenza a ridurre spesa e durata della vacanza

Il Natale 2004 e’ stato positivo per il turismo trentino. Almeno questo e’ il giudizio degli operatori che arriva dal campione di interviste eseguite, nell’ambito del progetto Monitur, dall’Osservatorio provinciale per il turismo e dal Servizio turismo della Provincia autonoma di Trento. Il buon andamento del flusso turistico di fine anno pero’ lascia il posto a prospettive in ribasso per i prossimi mesi, dove – a detta degli operatori – l’opportunita’ piu’ concreta di recupero arriva dalla domanda dei paesi dell’Est Europa. Sono stati interpellati 324 strutture ricettive e 206 testimoni privilegiati che a vario titolo operano nel campo turistico (Apt e Pro loco, associazioni di categoria, esercizi commerciali e pubblici esercizi, impianti di risalita). Il periodo che va da Natale al 9 gennaio e’ stato positivo per oltre il 70% degli interpellati, mentre meno di un quarto lo reputa poco soddisfacente. La capacita’ di spesa della clientela italiana e’ considerata peggiorata rispetto agli anni precedenti da oltre la meta’ degli interlocutori; nella migliore delle ipotesi e’ invariata e nessuno la giudica migliorata. Per la clientela straniera, invece, di solito meno presente durante le festivita’ natalizie, il giudizio sulla capacita’ di spesa e’ meno negativo che per gli italiani. Per l’intero periodo considerato la copertura dei posti letto e’ stata buona. Infatti soltanto il 10% degli intervistati ha registrato per l’intero periodo un’occupazione delle camere
inferiore al 50%. Ma l’occupazione non e’ stata completa in particolare nella settimana tra Natale e Capodanno quando molte strutture presentavano posti letto ancora liberi. Per il periodo successivo a Capodanno la copertura e’ stata pressoche’ totale. Finite le festivita’, per il resto di gennaio le previsioni
sono meno rosee, ma non particolarmente critiche. Una situazione migliore e’ prospettata per febbraio, mentre per marzo si prevedono meno presenze. Previsioni di crescita sui singoli mercati per la stagione invernale in corso sono ipotizzate soprattutto per i mercati dell’Est (44% delle risposte); un 13%
prevede una crescita anche del mercato italiano. La tendenza ad accorciare il periodo di vacanza pare confermato e le richieste di soggiorni inferiori alla settimana sembrano cresciute. Infatti per il 66% le richieste di soggiorni brevi sono aumentate rispetto allo scorso anno. Tra le proposte invernali da valorizzare in futuro gli operatori intervistati pongono al primo posto la frequentazione della natura d’inverno in alternativa allo sci da discesa, le
passeggiate e la possibilita’ di riposo e relax. Tra i problemi e disservizi segnalati rientrano la viabilita’ e il traffico, la necessita’ di potenziare le attivita’ alternative allo sci da discesa, l’apertura dei negozi, le code sugli impianti, la differenza (eccessiva) dei prezzi tra alta e bassa stagione.

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