sabato, 26 Settembre 2020

Il turismo italiano torna a scommettere sulla Terrasanta

Per il ritorno degli stranieri creato un comitato ad hoc da parte degli operatori israeliani

Con la presenza dei soldati italiani in Libano, il turismo italiano torna a scommettere su Israele. Così per agevolare il ritorno di turisti e il flusso costante dei pellegrinaggi dall’Italia in questi giorni una delegazione dell’Opera Romana Pellegrinaggi si trova in Terrasanta a due mesi dall’inizio del conflitto per constatatre il ritorno alla normalità. L’iniziativa rientra nell’ambito delle attività promosse dal “Comitato del giorno dopo”, creato dagli operatori turistici pubblici e privati israeliani per agevolare, grazie anche allo stanziamento di un fondo di 5 milioni e mezzo di euro sino alla fine dell’anno, il ritorno dei turisti stranieri. “Per ora abbiamo registrato la cancellazione delle prenotazioni di gruppo per i mesi di agosto e settembre – sottolinea Tzvi Lotan, responsabile marketing per l’Europa del Ministero del turismo israeliano – ma da qui a fine anno non sappiamo ancora cosa accadrà, ma è nostra intenzione agevolare al massimo il ritorno dei turisti, in particolare italiani”. Del resto il lavoro del comitato sta cominciando a dare i primi frutti, dice Lotan: “per ottobre ci sono già diversi gruppi che vogliono venire, anche di grandi dimensioni”. Nel periodo gennaio-agosto 2006 Israele ha registrato 1.333.700 arrivi da tutto il mondo, con una crescita del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma nel solo mese di agosto, in concomitanza con il conflitto, la flessione, a confronto con un anno fa, è stata del 38%. “Quando avremo i dati definitivi del periodo gennaio-settembre credo che saremo sui livelli del 2005 – annuncia Lotan – ma sono sicuro che gli ultimi mesi ci consentiranno di finire l’anno sfiorando, secondo le stime, 1,9 milioni di arrivi totali”.

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