mercoledì, 23 Settembre 2020

In crescita il turismo nautico

Anche se uno studio del Censis segnala che il 61% degli italiani non è mai stato in barca

Il turismo nautico sta diventando un’attività sempre più diffusa e non riservata solo, come era un tempo, ad una ristretta cerchia di persone. Il dato emerge dal XII Rapporto sul turismo italiano che riporta, tra l’altro, uno studio condotto da Censis e Federazione del mare nel 1997 e replicato nel 2002. Il diportista ricopre, nella maggior parte dei casi, una posizione professionale di livello intermedio (impiegato o libero professionista), con un livello di istruzione medio-alto; è un individuo con famiglia che abita in una casa di proprietà ed appartiene ad un livello socioeconomico medio. La vacanza in barca dura in media 15 giorni e l’imbarcazione e’ solitamente di proprietà, ma comincia a ridursi il numero dei diportisti proprietari. Fra il ’99 e il 2002 è aumentata la quota di turismo nautico effettuato fuori dall’Italia e, in misura maggiore, nei Paesi
limitrofi come Francia, Croazia, Grecia e Tunisia. Gli itinerari classici sono comunque in Italia Isole Tremiti e Gargano, Elba e arcipelago Toscano, Pontine e Flegree, Isole Eolie, Bonifacio e La Maddalena. All’estero Corsica, Grecia, Baleari, Croazia e Turchia. Un’indagine condotta da Ucina e Tns Abacus ha accertato l’esistenza di un elevato numero di potenziali turisti che potrebbero essere interessati a fare una vacanza in barca. Ad oggi, il 61% degli italiani non ha mai effettuato questo tipo di vacanza nè un escursione e il 49% di questi non ha mai preso in considerazione questa possibilità per la mancata conoscenza del tipo di vacanza o l’assenza di una corretta promozione. L’idea di trascorrere una vacanza in barca e’ considerata attraente dal 44% degli intervistati mentre un ulteriore 17% trova una ‘tiepida adesione’. Le resistenze da parte dei potenziali clienti sono legate ai costi da sostenere, il timore del mare, le difficoltà di gestione dell’imbarcazione e dei problemi legati alla navigazione. Questa mancanza di conoscenza del prodotto vacanza in barca e delle possibili alternative limita – secondo la ricerca – la crescita di questo tipo di turismo. Due italiani su tre infatti non conoscono la possibilità di noleggiare una barca per le vacanze. Solo dopo aver conosciuto questa tipologia di prodotto, più della metà degli intervistati giudica l’opportunità molto o abbastanza interessante. Per quanto riguarda infine gli interventi immaginati dai diportisti per migliorare il turismo nautico in Italia, figurano l’incremento dei posti barca nei porti e la disponibilità reale di posto per le barche in sosta temporanea. In Europa Svezia, Francia e Italia hanno il parco nautico più consistente. Svezia, Norvegia e Finlandia sono i Paesi in cui è più diffusa la cultura del diporto. Rispetto ai Paesi non europei, in Europa si concentra il 26% del parco nautico contro il 71% degli Stati Uniti. Passando invece a considerare le unità a motore e quelle a vela si può rilevare l’elevato rapporto tra unità a motore (79,2%) rispetto alle unità a vela (11, 6%).

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