In un libro Cammilleri racconta la Sicilia vista dal treno

Ricordi e paesaggi filtrati attraverso un finestrino

La vecchia “littorina” ha
finalmente lasciato il passo al nuovo tecnologico “minuetto”.
Ma la condizione delle ferrovie in Sicilia richiama ancora le
immagini di stazioni desolate e dei treni di una volta. E
conserva la memoria di un dramma sociale, come quello dell’
emigrazione, che riempiva le carrozze di uomini e donne con le
valigie di cartone e la speranza di un avvenire migliore. Non si
respira però solo un’aria nostalgica, c’é anche spazio per i
disagi antichi, gli stili nuovi e le curiosità insopprimibili
del viaggiatore nelle pagine del libro “Linea di terra. Viaggio
in Sicilia per treni e stazioni”, pubblicato da “Edizioni di
passaggio” (152 pagine, 40 euro) che raccoglie le foto di
Angelo Pitrone, interventi di Franco La Cecla e Roberta Valtorta
e un’intervista di Gaetano Savatteri ad Andrea Camilleri.
Legato al treno quanto lo è alle sigarette e al suo
Montalbano, Camilleri rivela di essere un passeggero molto
particolare. Il viaggio non lo stressa, pare anzi che lo
distenda perché spesso gli consente di conoscere ambienti e
paesaggi che non sono mai scomparsi anche se i ritmi quotidiani
tendono a non farli più vedere. Camilleri racconta il suo
rapporto con i treni e le stazioni con l’occhio rivolto sempre
alla Sicilia di ieri e di oggi, a partire dal ricordo delle
lunghe ‘traversate’ da Palermo a Porto Empedocle che duravano
più di quattro ore. E lui ne era perfino contento perché
impiegava il tempo per divorare i libri acquistati da
Flaccovio.
Erano i tempi in cui, dopo un viaggio così pesante, era
accolto dalla madre con l’invito a farsi un bagno per togliersi
di dosso il fumo e la polvere di carbone.Oggi i problemi sono altri e riguardano principalmente la
modernizzazione delle tratte, il raddoppio della
Palermo-Messina, la soppressione dei “rami secchi”. Ma nessun
viaggio nel tempo potrà modificare l’immagine di una Sicilia
che, vista da un finestrino, appare molto simile a quella di
sempre anche quando è molto cambiata. E può capitare perfino
di vedere che, di fianco alla rotaia, c’é un autobus che corre
più veloce del treno.

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