domenica, 20 Settembre 2020

Istat, albergatori pessimisti per l’autunno

Previsioni nere per le presenze turistiche nel trimestre settembre-novembre

Gli albergatori italiani sono
pessimisti sull’andamento delle presenze turistiche nel
trimestre settembre-novembre 2005 ma un po’ meno rispetto allo
stesso periodo dello scorso anno. Il quadro lo fornisce l’Istat,
che nella rilevazione sul movimento alberghiero relativo alla
settimana di Ferragosto, ha effettuato anche una rilevazione
sulle aspettative degli albergatori.
L’indagine Istat mostra come in merito ai giudizi sull’
andamento del turismo per il trimestre settembre-novembre 2005,
rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, la differenza
(saldo) tra la quota di coloro che prevedono un aumento e quella
di chi prevede una diminuzione e’ fortemente negativa (meno
32,6), con opinioni sfavorevoli sia per il turismo nazionale
(saldo pari a meno 32,5), sia per quello estero (meno 32,7).
Raffrontando il saldo dell’ insieme delle risposte con quello
relativo allo stesso periodo del 2004, si osserva tuttavia un
miglioramento: lo scorso anno il saldo era risultato pari a meno
37,4. A livello territoriale, il saldo negativo risulta
particolarmente ampio nel Nord-ovest (meno 36,5) e piu’
contenuto nel Nord-est (meno 28,6).
Relativamente all’occupazione, le opinioni relative a questo
andamento nel trimestre settembre-novembre 2005 (espresse in
termini di confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente)
indicano una tendenza negativa. La quota di albergatori che
hanno espresso l’intenzione di aumentare il numero degli
occupati e’ pari al 3,8 per cento, mentre la quota di quelli che
si orientano in senso opposto e’ del 18,5 per cento. Il saldo
tra i giudizi e’ ovunque negativo, con una intensita’ massima
nel Centro Italia (meno 19,2) e minima nella ripartizione Nord
orientale (meno 10,7). Il 16,7 per cento degli albergatori
dichiara che nel trimestre settembre-novembre 2005 l’esercizio
restera’ chiuso (con una quota pressoché analoga a quella del
medesimo periodo del 2004, pari al 16,6 per cento).

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