martedì, 22 Giugno 2021

Istat, arrivi in calo

Aumentano i viaggi brevi e il “fai da te”

Diminuiscono arrivi e presenze nelle strutture ricettive italiane e, nelle aspettative degli albergatori sull’andamento del turismo nel primo trimestre del
2003, prevalgono i giudizi negativi rispetto a quelli positivi. I dati diffusi ieri dall’Istat nel corso della Bit di Milano sul turismo nel 2002 e sulle aspettative per l’anno in corso evidenziano anche che la stragrande maggioranza degli italiani (85,8%) viaggia per vacanza, contro il 14,2% che si sposta per motivi di lavoro, e che la destinazione, nell’85,3% dei casi, è l’Italia. Aumentano le vacanze brevi, quelle trascorse al Sud ed i viaggi realizzati in auto (70,3%), in alloggi privati o come ospiti, così come cresce una tendenza al fai da te. Nel 2002 gli alberghi e le strutture in Italia hanno registrato 81 milioni e 513 mila arrivi, per un totale di 346 milioni e 968 mila presenze. Rispetto al 2001 si è verificata una diminuzione dello 0,3% degli arrivi e dell’1% delle giornate di presenza. Questo risultato interrompe la tendenza positiva degli anni precedenti che, dopo aver toccato la punta massima nel 2000, aveva ancora avuto un incremento significativo nel 2001, quando gli arrivi erano aumentati del 2,2% e le presenze del 3,4%. Il calo ha riguardato sia italiani che quella stranieri, che hanno comunque segnato una diminuzione più contenuta. Nel 2002 gli italiani sono andati in prevalenza nelle località marine e lacuali (41,1%), seguite dalle località montane e collinari (20,8%). Gli stranieri invece hanno preferito mare e laghi nel 39% dei casi e le città d’arte e i capoluoghi nel 31,6%. Solo il sud e le isole hanno registrato valori positivi. Lo scorso anno, le regioni del nord ovest hanno registrato una diminuzione sia di italiani che di stranieri; il Piemonte ha registrato la contrazione più significativa (circa il 9%) mentre in Valle d’Aosta e in Trentino si è avuta una crescita di stranieri. Anche nel nord est le variazioni sono negative. Nel centro si è verificata una dinamica opposta tra italiani (-3,1%) e stranieri (+2,5%). Al sud si è osservato il tasso di crescita più elevato sia per le presenze di italiani (+1,2%) che di stranieri (0,2%), soprattutto in Puglia e Calabria. Nel 2002 c’è stata una diminuzione dell’1,4% delle presenze straniere provenienti dagli otto Paesi che incidono di più sul turismo italiano: Francia, Austria, Svizzera, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Stati Uniti, Giappone: il loro peso sul totale delle presenze di stranieri è stato del 73,3%. Diminuiscono gli statunitensi (-11,8%) e aumentano gli arrivi dal Giappone (+3,5%). Dai Paesi europei, crescono francesi (+5,2%) e Olandesi (+5%) mentre diminuiscono i flussi provenienti da Germania (-2%) e Austria (-3,2%). Il turismo ‘per motivi di vacanza’ continua a incidere sulle presenze alberghiere totali in modo preponderante. Le quote più rilevanti del turismo per vacanze sono legate a quello marino (24,7%), montano o collinare (23,4%) e culturale, storico o artistico (14,8%). Le tipologie di turismo lacuale, termale e religioso incidono per l’11,4%. In particolare, nel nord-ovest l’attività alberghiera è imperniata sul turismo d’affari e congressuale (24%) e su quello montano o collinare; nel nord est, prevale il turismo montano o collinare(34,1%) e quello marino ( 27,7%); nel centro il turismo culturale, storico o artistico (35,7%) e quello marino (27,7%), mentre nel Mezzogiorno il turismo marino (30,2%), mentre si riduce quello culturale (16,4%) a vantaggio di quello montano (17,3%).
Per quanto riguarda la forza lavoro impiegata dagli alberghi nel 2002 i lavoratori indipendenti (ovvero imprenditori o familiari coaudiuvanti) hanno inciso sul totale degli occupati per il 34,6% (nel 2001 pesavano per il 31,2%). All’interno della categoria dei lavoratori dipendenti continuano a prevalere i lavoratori stagionali (28,2%) e i lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato (26,6%). I giudizi sulla tendenza del turismo nel trimestre gennaio-marzo 2003 rispetto all’anno prevedente mostrano una prevalenza di opinioni pessimistiche soprattutto al centro-nord, più pronunciate riguardo all’evoluzione della componente straniera. Il 31,1% degli alberghi italiani non sono aperti tra gennaio e marzo dell’anno in corso (26,6% nel 2002) con quote più alte nell’ Italia nord-orientale. Il 14,9% degli albergatori vuole diminuire il numero degli occupati. Nel 2002 i residenti in Italia hanno effettuato 96 milioni e 944 mila viaggi a cui sono corrisposte 685 milioni e 602 mila notti. Il 46,6% dei viaggi è stato effettuato per vacanze lunghe (4 o più notti) mentre il 38,2% per vacanze brevi. L’80,5% delle notti totali ha riguardato vacanze lunghe, il 10,5% brevi. Dal punto di vista territoriale sono aumentate le vacanze trascorse al sud. In aumento i viaggi in auto, mentre calano le vacanze effettuate in aereo, in treno e in albergo. Cresce la tendenza al ‘fai da te’: il 16% dei viaggi è stato organizzato tramite un’agenzia mentre il 77% dei clienti ricorre a prenotazioni dirette. Lombardia, Toscana. Lazio ed Emiia-Romagna sono state le regioni più visitate dai residenti (38% dei flussi interni). L’81,7% dei viaggi all’estero ha avuto come destinazione una
località europea. La Francia è stato il Paese più visitato, seguito da Germania, Spagna e Svizzera. Nel 53% dei casi il viaggiatore è uomo; per i viaggi di vacanza la composizione del sesso è più equilibrata (49,4% uomini e 50,6% donne). Viaggia di più chi ha tra i 25 e i 44 anni. Tra luglio e settembre solo il 33,6% di chi vive al sud è andato in vacanza, contro il 56,6% di chi vive al nord e il 46,9% di chi vive al centro.

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