venerdì, 22 Ottobre 2021

Istat, si torna a spendere per i viaggi

Insieme a divertimenti e salute sono le voci in crescita nella spesa delle famiglie

Piu’ viaggi e divertimenti ma anche piu’ spese per la salute. Complice la globalizzazione e l’invecchiamento della popolazione, gli italiani si presentano
sempre piu’ come un popolo con la valigia in mano, ma anche attento a controlli medici e check-up, e per i quali la spesa alimentare non e’ piu’ la voce principale del bilancio familiare.
L’Istat riprende l’andamento dei consumi delle famiglie dagli anni ’70 ad oggi e dalla fotografia emergono dati significativi sul modo in cui gli italiani hanno cambiato la loro spesa e lo stile di vita. Un incremento si registra nelle spese per viaggi e comunicazioni. Con la mutata situazione internazionale (negli anni ’70 meta’ Europa era oltre la cortina di ferro) e un mondo reso piu’ piccolo dal grande sviluppo del trasporto aereo, la quota di risorse destinata alla voce trasporti e’ cresciuta: fatta 100 la spesa per famiglia c’e’ stato un aumento di 4,5 punti percentuali (12,1% nel 1970 contro 16,6% del 2003). Forte crescita anche per la voce ‘Ricreazione cultura e istruzione’ che nel 2003 ha raggiunto il 9% dei consumi finali delle famiglie contro il 7,2 del 1970. Piu’ teatro, cinema, mostre, esposizioni e in generale un’offerta maggiore di svaghi e occasioni di conoscenza.
L’aumento si registra anche nel settore dei servizi sanitari, probabilmente a causa dell’invecchiamento della popolazione, maggiormente bisognosa di cure e di assistenza medica. Dall’1,1% del 1970 c’e’ stata una crescita costante fino ad arrivare al 3,1% del 2003. Aumento nella norma invece quello degli indicatori macroeconomici di beni e servizi vari (dal 7% del 1970 al 7,9% del 2003) e quello del vestiario e delle calzature (dall’8,1% al 9%). Anche alberghi e ristoranti vedono, secondo l’Istat, un andamento costante nel corso dei circa trent’anni analizzati: dall’8,9% del 1970 si arriva ad un 9,2% del 2003.

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