sabato, 23 Ottobre 2021

Italia-Cina, gli albergatori veneziani premono per i visti

L’Ava in un comunicato critica le lentezze burocratiche che frenano il settore

Si apre un capitolo ”turistico” nella battaglia commerciale Italia-Cina. Questa volta pero’ la critica è verso l’eccessiva burocrazia dello Stato italiano. A lamentarsi è l’associazione Veneziana Albergatori (Ava) che in un comunicato denuncia la lentezza del governo italiano nella
concessione dei visti ai turisti cinesi. ”Il mercato cinese è per noi area di grande espansione – spiega il Presidente degli albergatori veneziani Ugo Samueli – si tratta di circa 150 milioni di persone che godono di un tenore di vita pari o superiore a quello europeo e che ambiscono visitare il vecchio continente. A Venezia di cinesi fino a pochi anni fa non ne giungeva alcuno, ora costituiscono già il 3 % delle presenze”. Il problema, spiega l’Ava, è la concessione dei visti per i quali è necessario un accordo tra Italia e governo cinese. ”Sarebbe semplice da risolvere – spiega Samueli – ma si inserisce nelle tensioni commerciali tra Europa e Cina. Proprio l’Ue, infatti, ha chiesto ai Paesi membri di sospendere le trattative in attesa di un accordo globale a livello europeo. L’Italia ha aderito all’invito, la Germania no”. Il risultato non si è fatto attendere e le presenze turistiche in Germania, provenienti dalla Cina, sostiene Samueli, sono aumentate a dismisura. ”Ora – conclude il presidente dell’Ava – abbiamo saputo che anche Francia, Grecia e Spagna stanno seguendo l’esempio tedesco, tagliando fuori quindi il nostro Paese”.

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