venerdì, 3 Dicembre 2021

Italia penultima in Europa per accoglienza turistica

Diffusi i dati dello studio richiesto dall’Ava

Un’Italia che si classifica al
penultimo posto per quanto riguarda la soddisfazione del
turista, dietro alle concorrenti Grecia, Spagna, Francia,
seguita solo dalla Gran Bretagna: e’ l’indice di accoglienza
turistica in Europa, elaborato su commissione dell’ Ava
(Associazione veneziana albergatori) dal Centro Studio Sintesi
di Mestre.
La ricerca e’ stata presentata ieri in occasione della
giornata mondiale del turismo. Un indice che analizza diciotto
voci che comprendono diverse sfaccettature dell’accoglienza
turistica, comprese la situazione del traffico, i prezzi dei
mezzi pubblici, il tasso di criminalita’ e perfino il numero di
lingue parlate nel paese dove ci si reca in vacanza.
Se e’ importante l’atmosfera di un hotel, e’ stato rilevato,
altrettanto importante e’ sapere quanto impiega, ad esempio, un
turista tedesco a percorrere la strada che lo separa
dall’aeroporto all’albergo, rispetto a quanto avviene a Parigi,
a Londra, ad Atene o a Madrid. L’Italia si e’ cosi’ attestata ad
un valore di riferimento complessivo di 100, mentre la Grecia a
212,5, la Spagna a 150,5 e la Francia a 120,1. A seguire solo il
valore piu’ basso della Gran Bretagna, che si ferma ad un indice
di accoglienza del 99,3.
A penalizzare l’Italia nell’indice di gradimento turistico, vi
sono la congestione del traffico (al primo posto per auto per
chilometro quadrato con 102 vetture, rispetto alle 94,1 della
Gran Bretagna e le 51,8 della Francia) e la tassazione dell’iva
(in Italia l’aliquota piu’ alta, il 20%, seguita da Francia con
19,6% e Grecia con il 18%). Anche le giornate di lavoro ‘perse’
in scioperi, ha spiegato l’Ava, si riflettono sulla qualita’ dei
servizi offerti ai cittadini. L’Italia in questo ambito e’
seconda solo alla Spagna (81,65 giorni lavorativi persi ogni
mille abitanti), con un valore di 45,64.
Un dato positivo emerge invece dal costo del trasporto
pubblico che con 0,83 dollari a biglietto risulta il piu’ basso
rispetto agli altri paesi e secondo solo alla Grecia (0,61
dollari), mentre il bel paese rimane il fanalino di coda tra i
paesi analizzati per numero medio di lingue parlate, con una
media di 1,2. Dopo di lei, solo la Gran Bretagna, con lo 0,8: ma
giustificata dal fatto di essere il paese dove si parla la
lingua piu’ diffusa al mondo. Per il direttore dell’Ava, Claudio
Scarpa, ”si tratta di un aspetto gravissimo: in un Paese che
vive di turismo anche chi non svolge un mestiere direttamente
collegato ad esso dovrebbe conoscere almeno una lingua
straniera”.
Altri dati analizzati dalla ricerca, poi messi a confronto
con quelli rilevati in Grecia, Spagna, Francia e Gran Bretagna,
sono densita’ di rete ferroviaria, movimento treni-passeggeri,
numero di auto ogni 1.000 abitanti e per km quadrato,
percentuale di autostrade sul totale delle strade, quantita’ di
autostrade per numero di automobili e numero di presenze,
autobus ogni 1.000 abitanti, prezzi al consumo della benzina e
del gasolio auto, livello di conoscenza delle lingue straniere,
furti per 100.000 abitanti, aliquote IVA, perdita giorni
lavorativi ogni 1.000 lavoratori, numero di musei su 100.000
abitanti, prezzi di bus, tram, metropolitana, taxi e treni.
”E’ inutile investire nella valorizzazione di strutture
ricettive e ristoranti – ha rilevato Scarpa – se poi il turismo
fa acqua un po’ da tutte le parti: serve qualcuno che coordini,
qualcuno che sieda al Governo e intervenga, in poche parole ci
vuole un ministero del Turismo”.

News Correlate