sabato, 23 Ottobre 2021

Jata, l’Italia sfrutta poco le occasioni offerte dal mercato giapponese

Mancano proposte interessanti e non sempre il rapporto prezzo-qualità è adeguato

L’Italia potrebbe proporsi come
competitor agguerrito in quanto a mete turistiche e per la
realizzazione di prodotti che corrispondano al mercato turistico
giapponese dei viaggi all’estero, come variante alle scelte
tradizionali. E’ uno dei risultati emersi dalla manifestazione
Jata (Japan Association of Tourist Agencies), secondo quanto
rende noto Japanitaly, portale turistico che propone l’Italia
sul mercato giapponese. La Japanitaly ha rilevato, inoltre, un
deciso aumento di presenze di espositori e di visitatori
professionali alla Jata con un miglioramento delle condizioni
economiche della popolazione giapponese e un rinnovato interesse
ai viaggi internazionali.
Nel 2005 hanno partecipato 800 organizzazioni da 117 nazioni
ed aree geografiche al Congresso della Jata che si e’ svolto nei
giorni scorsi a Tokyo in cui l’Italia e’ risultata essere uno
tra i Paesi piu’ competitivi sia per quanto riguarda i patrimoni
mondiali (Unesco), che le Crociere e le Strade dei viaggi (vino,
olio, castelli, ecc.), purche’ sappia formulare delle proposte
interessanti e, soprattutto, ritorni ad offrire prodotti il cui
rapporto prezzo-qualita’ sia accettabile e comparabile con altri
paesi a vocazione turistica.
Hanno partecipato alla Jata 8 organizzazioni pubbliche
(Regioni, Apt e Ept) piu’ altre 26 organizzazioni private
italiane. L’offerta turistica italiana – osservano infine gli
operatori di Japanitaly – sembra non dare la giusta importanza
a questo mercato che porta in Italia ogni anno oltre 4 milioni
di presenze di turismo ricco e qualificato.

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