martedì, 25 Giugno 2024

La campagna made in Italiy la più amata

Secondo Coldiretti quest’anno saranno 200 mila gli stranieri

La qualità intesa come ambiente sano, accoglienza familiare, cibo buono e servizi efficienti in stretto rapporto col territorio: è questa, secondo Legambiente e Coldiretti, la carta vincente delle vacanze in campagna ‘made in Italy’, che quest’estate saranno scelte da 1,2 milioni di turisti italiani e 200mila stranieri.
”Si tratta di una ricchezza – afferma Ermete Realacci, presidente di Legambiente – che lo stesso presidente dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, ha piu’ volte incoraggiato, vedendo nelle tipicità locali un ruolo centrale per un nuovo slancio dell’economia italiana”. Come dimostrano i dati, il turismo enogastronomico ha innumerevoli potenzialità, potendo contare su un’industria alimentare che supera i 23 miliardi di euro in
termini di valore aggiunto, e 2366 aziende con certificazione di qualità Iso, che pongono il Belpaese tra i massimi vertici comunitari sia in termini quantitativi che qualitativi. La strategia da seguire è dunque quella di valorizzare l’identità e tutto ciò che è locale, ”per potenziare un turismo che conta 900 milioni di presenze nazionali e straniere”, e un’agricoltura che con i suoi paesaggi e produzioni di qualità risultano sempre più affascinanti e irresistibili. ”Le aziende agrituristiche presenti nel Paese, che offrono un servizio di alta qualità, sono ormai 11.500 – continua Paolo Bedoni, presidente di Coldiretti – e di queste, più della metà
(55%) danno ospitalità agli animali, oltre il 20% svolge attività di fattoria didattica, il 70% propone attività ricreative e sportive, il 46% offre visite guidate e più del 20% prepara pasti con prodotti biologici certificati, e in più della la metà si parlano lingue straniere”. Ma il turismo di etichetta ‘made in Italy’ oltre al ‘locale’, punta anche sul biologico. Il nostro Paese, secondo i dati, si conferma leader nell’Ue per il settore biologico con il 33% del totale delle imprese agricole biologiche europee, e il 43% del totale della superficie coltivata a biologico nell’Unione. Negli ultimi 5 anni, le superfici coltivate a biologico in Italia sono aumentate di 400 volte raggiungendo oltre 1,2 milioni di ettari, pari a più dell’8% della superficie agricola italiana, con quasi 63.000 imprese agricole coinvolte nella coltivazione e nell’allevamento. Il consumo di prodotti biologici degli italiani è stimato in 2 miliardi di euro, ma secondo la ricerca di Inipa-Ager, nel 2005 i consumi di prodotti biologici raggiungeranno il valore di 5 miliardi di euro. ”Se l’Italia ha un futuro in campo agricolo – continua Realacci – è nella valorizzazione delle produzioni di qualità. Proprio ora con il semestre europeo, il nostro Paese deve battersi in Europa perché si privilegi la logica degli investimenti a sostegno della qualità delle produzioni su quella dei sussidi indifferenziati, e si contrastino i rischi di omologazione delle produzioni agricole, collegati a una diffusione indiscriminata e incontrollata degli Ogm”. Per questo deve essere portata avanti, secondo Realacci, la proposta di garantire per legge la rintracciabilità dell’origine degli alimenti. ”Il 70% dei consumatori italiani ritiene che dovrebbe essere obbligatoria un’etichetta con il luogo di origine delle materie prime agricole, mentre il 46% è disponibile a pagare di più un alimento, pur di avere garantita
provenienza, naturalità e qualità del prodotto”.

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