mercoledì, 1 Febbraio 2023

La Faa vuole imporre tariffe esorbitanti ai vettori stranieri

Ma le compagnie europee, canadesi e asiatiche non ci stanno

Le linee aeree europee, canadesi e asiatiche si stanno mobilitando per opporsi ad una proposta di
legge americana che consentirebbe alla Federal Aviation Administration statunitense (FAA) di imporre costi ”esorbitanti” alle compagnie aeree straniere per i servizi di controllo del traffico aereo. Lo ha riportato ieri il Financial Times, precisando che la proposta, già discussa dalla Camera dei rappresentanti e dal Senato, potrebbe essere approvata a settembre. Cliff Mackay, presidente della Air Trasportation Association canadese, insieme a Ulrich Schulte-Strathaus e Richard Stirland, le sue controparti d’Europa e d’Asia, hanno
scritto sulle pagine del giornale ‘Aviation Daily’ che, in base alla proposta, diventerebbe legittimo far pagare alle linee costi esorbitanti senza alcun diritto di revisione giuridica. ”Se il Congresso darà ragione alla FAA – hanno precisato – i maggiori perdenti potrebbero risultare le stesse linee aeree americane”. Giovanni Bisignani, direttore generale della IATA, ha invece scritto ad alti membri del Congresso sollecitandoli a respingere la proposta di legge. Se il Congresso viene convinto ad abbandonare il principio che i costi e le parcelle imposte agli utenti debbano basarsi sui costi dei servizi forniti – ha scritto Bisignani – è probabile che altri paesi facciano la stessa cosa ed impongano costi ‘overflight’ (per il controllo del traffico aereo) ”in violazione di questo equo principio di base”. Se ciò accadrà , significherà ”spese maggiori per tutte le compagnie aeree che volano su rotte internazionali e per i loro clienti”.

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