lunedì, 25 Ottobre 2021

La Russia lancia le “vacanze belliche”

A Iaroslav si vive nella caserma dell’Armata Rossa, con nonnismo optional

La Russia continua ad essere fucina di nuovi modi di fare turismo. Dopo avere offerto la possibilità di volare con un Mig tocca ora alle vacanze belliche, che un gruppo di intraprendenti tour operator offre a Iaroslav per vivere dentro le mura di una spartana caserma dell’Armata rossa, ovviamente d’epoca sovietica. E’ una chance più unica che rara di sperimentare sulla propria pelle la vitaccia del soldatino Ivan. Anche i più masochisti hanno pane per i propri denti:
volendo, è possibile infatti mettersi nei panni delle povere, imberbi reclute che finiscono vittime del più feroce e umiliante nonnismo, una piaga tuttora dirompente. Le ”vacanze belliche” (70 dollari al giorno, 600 dollari per la ”full immersion” di dieci giorni) sono proposte da circa un mese e mezzo in quella città dell’Anello d’Oro a circa 250 chilometri a nord di Mosca e hanno successo. Già una cinquantina di clienti – racconta il quotidiano ‘Gazieta’ in un reportage – si sono fatti sotto e sono ripartiti tutti contenti. Nessuno ha interrotto prima del previsto il durissimo tuffo nell’esistenza del soldato semplice dell’ ex Armata Rossa. Nessuno si è lamentato o ha protestato. Tra i primi vacanzieri con il pallino della vita militare spiccano numerosi uomini d’affari moscoviti di mezz’età presi da improvvisi sussulti nostalgici. Ricordano con affetto i ”vecchi tempi” della gioventù ormai lontana, quando loro erano di leva e la Russia era ancora la repubblica-leader della defunta Urss, e sono interessati a riviverli. Anche quattro studentesse dell’università di Iaroslavl si sono però subito arruolate per la singolare avventura turistica sotto le armi, che per molti versi ricorda uno dei tanti format di quel ‘Reality Show’ estremo molto diffuso anche sui piccoli schermi slavi. Nicolai, un businessman moscovita di 40 anni, ha parecchio apprezzato il calvario che ha patito quando è stato affidato alle cure di un soldato ‘nonno’, che lo ha trattato da schiavo e insultandolo senza posa gli ha fatto lavare i calzini, stirare la camicia, spazzolare l’uniforme. L’iniziativa della vacanza in caserma e’ stata lanciata da Sashitnik, una associazione locale di reduci delle due sanguinose guerre di Cecenia (la seconda e’ ancora in corso), e
i Tour Operator di Iaroslavl sono convinti che esiste un mercato potenziale consistente per il loro nuovo ‘pacchetto’: dopo il crollo dell’Urss alla fine degli Anni Ottanta molti russi che fino ad allora i viaggi all’estero potevano unicamente sognarli hanno percorso il mondo in lungo e in largo e sono adesso alla ricerca di nuove emozioni, di ”qualcosa di inconsueto”. Che cosa di meglio allora di una capatina nell’universo della guerra? Non è tra l’altro un modo per sentirsi dei ”veri” uomini? Per chi ha soldi (e si sa: ormai a Mosca ci sono più miliardari che a New York…) non c’è d’altronde soltanto l’
orizzonte sadomaso del nonnismo. Se paghi 6.000 dollari ti fanno guidare per un’ora un potentissimo, assordante carro armato, mentre con 10.500 dollari puoi addirittura sfrecciare in cielo per 60 minuti a bordo di un aereo da trasporto militare Antonov-2. Prezzi stracciatissimi a scopo promozionale (250 rubli al
giorno, come dire 8 dollari) esistono invece per gli adolescenti che volessero provare in concreto gioie e dolori del servizio militare in vista di una futura (e pochissimo ambita nella Russia d’oggi) carriera in divisa.

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