martedì, 20 Aprile 2021

L’aeroporto di Palermo si rifà il look

Previsti investimenti per 150 Mln in 15 anni

Sette loading bridge, nuove sale
allestimento bagagli e diverse opere civili realizzate entro la
fine dell’ anno. Sono questi alcuni degli interventi strutturali
che interesseranno lo scalo palermitano ”Falcone e
Borsellino”, nell’ ambito di un progetto elaborato dalla Gesap,
la società che gestisce i servizi aeroportuali, che mira a
trasformare l’ aeroporto in ”Hub” del Mediterraneo, un luogo
multifunzionale, integrato nel territorio e riconoscibile come
un ”pezzo di città”. Entro dieci anni, secondo Gesap, si
prevede inoltre un aumento di passeggeri che passerà dagli
attuali tre milioni circa a 7-8 milioni. Il piano di
sviluppo è stato presentato venerdì scorso nel corso di una conferenza
stampa, alla presenza dell’ amministratore delegato della Gesap,
Giacomo Terranova, di Giulio De Carli, redattore del piano, del
Commissario straordinario del Comune di Cinisi Giuseppe Di
Blasi, dell’ architetto Giuseppe Marsala e di Alberto Ferlenga
presidente dell’ associazione Villard (seminario di
progettazione itinerante). Nella ridefinizione dell’
aeroporto saranno coinvolte 8 facoltà di Architettura italiane
chiamate a confrontarsi sui nuovi risvolti urbani che
coinvolgono l’ aeroporto e la sua periferia, in un seminario di
progettazione. Tra gli interventi del piano di
sviluppo,finanziato da Gesap, Aapit e dai comuni di Cinisi e
Terrasini, è previsto l’ ampliamento della dotazione dei
parcheggi. Il piazzale dello scalo verrà inoltre completamente
riorganizzato per isole di sosta per le aeromobili. Per
migliorare la facilità di orientamento dei passeggeri verranno
realizzate anche delle rotatorie.
E’ stata confermata la posizione del terminale passeggeri,
che verrà ampliato e arricchito di maggiori aree commerciali.
Tra gli aspetti del progetto ancora da verificare sotto il
profilo dell’ impatto ambientale vi è la realizzazione di un
approdo acqueo, che interconnesso al terminale passeggeri
creerebbe un unico nodo d’ interscambio del traffico.
”Sono pochi gli aeroporti che possono vantare una zona d’
interscambio tra i mezzi di aria, di terra e di acqua” – ha
detto Giulio De Carli, progettista del piano di sviluppo.

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