martedì, 24 Novembre 2020

Le Agenzie britanniche aprono ai Musei

Tutte le opere in magazzino potrebbero essere esposte nelle vetrine

Artefatti originari dell’antico Egitto in bella mostra nelle vetrine delle agenzie di viaggi, modellini che rappresentano la struttura del Dna nelle sale
d’attesa degli studi medici: l’associazione dei musei britannici sta studiando un piano per diffondere alcuni pezzi delle proprie collezioni nei luoghi pubblici per farsi pubblicità e risolvere il problema di opere che, a causa della mancanza di spazio, non vengono mai esposte. Il 90% di circa un miliardo di pezzi appartenenti ai musei britannici, scrive il quotidiano ‘The Times’, sono infatti conservati in magazzino e non vedono mai la luce. Scopo dell’iniziativa sarebbe quindi di distribuire queste opere in luoghi come scuole, negozi, ospedali e supermercati per incrementare l’interesse del pubblico verso l’arte, l’archeologia e la scienza. ”E’ una cosa pericolosa – ha ammesso Mark Taylor, direttore dell’associazione dei musei – ma i musei non hanno il monopolio completo sul patrimonio culturale ed artistico della nazione.
Alcuni oggetti starebbero meglio sui muri di un supermercato anziché dentro scatole di cartone in un seminterrato”. Chiaramente, precisa il giornale, l’iniziativa sarebbe limitata ad opere di valore non eccessivo. Riferendosi alla
recente acquisizione di un dipinto di Raffaello da 35 milioni di sterline da parte della National Gallery di Londra, Taylor ha sottolineato: ”Non stiamo pensando di dar via la ”Madonna dei Garofani’ ed appenderla in uno dei supermercati della catena Asda. Stiamo parlando di oggetti interessanti ma non di alto valore”.

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