domenica, 18 Aprile 2021

Le alte temperature minacciano il turismo invernale

Ocse: il riscaldamento del pianeta riduce le aree sciistiche alpine

Il riscaldamento globale del pianeta minaccia le economie regionali alpine che dipendono fortemente dal turismo invernale. Ogni anno ci sono circa 60-80 milioni di turisti e circa 160 milioni di sciatori giornalieri in Francia, Austria, Svizzera e Germania (i dati non comprendono l’Italia). Secondo uno studio dell’Ocse le Alpi sono particolarmente sensibili ai cambiamenti climatici. Il 1994, 2000, 2002 e 2003 sono stati gli anni più caldi degli ultimi cinque secoli. Attualmente il 90% delle aree sciistiche alpine – 599 su 666 – beneficia di un strato di neve naturale per 100 giorni all’anno. Ma se nel futuro si registreranno aumenti di un 1° C, le aree sciistiche si ridurrebbero a 500 nelle Alpi, nel caso in cui l’aumento sia di 2 gradi si arriverebbe a 400 e a 200 con un aumento di 4 gradi. Fra i paesi presi in considerazione dallo studio, la Germania è quello più a rischio con un aumento della temperatura pari ad 1° C che sta portando ad una diminuzione del 60% delle aree sciistiche naturali. Austria ed Italia risentirebbero degli effetti dei cambiamenti climatici leggermente sopra la media, mentre la Francia rimarrebbe intorno alla media e la Svizzera sarebbe lo stato che ne risentirebbe di meno. La sensibilità al fenomeno varierebbe inoltre anche da regione a regione. Ad esempio le Alpi Marittime, Stiria ed il Friuli Venezia Giulia sono più vulnerabili rispetto a regioni come Grigioni, Valais e Savoia.

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