martedì, 22 Settembre 2020

Le Cinque Terre, il parco più cosmopolita

Natura, mare e salute hanno attirato turisti dai cinque Continenti

”Abbiamo mantenuto un record di presenze di turisti americani. I tedeschi sono rimasti numerosissimi. In più, quest’estate, abbiamo conquistato anche i francesi, gli svizzeri. Dopo gli australiani, sono arrivati anche i giapponesi. Ormai alle Cinque Terre abbiamo tutto il mondo rappresentato. Siamo diventati un crocevia internazionale dell’ambiente e della cultura”. Franco Bonamini, presidente del parco nazionale delle Cinque Terre, non può contenere l’entusiasmo. Ogni giorno i sentieri delle Cinque Terre sono invasi da una marea umana, una sorta di microcosmo in cerca di emozioni, stregato dalle scogliere a picco sul mare, che dominano un golfo aperto, dichiarato dall’Unesco patrimonio naturale dell’umanità. Per gli americani la visita a questo tratto di Liguria è un must. Proprio come avveniva nell’Ottocento per la vacanza in Italia. ”Se penso che solo qualche anno fa, prima della nascita del Parco, queste terre rischiavano di precipitare in mare perché i terrazzamenti erano quasi abbandonati, mi meraviglio io stesso del risultato che abbiamo ottenuto” confessa sincero Bonanini. E’ così. Le Cinque Terre sono il frutto del lavoro disperato dei contadini, che strappavano centimetri di terra allo strapiombo, per coltivare le viti: i muretti a secco, fragile barriera di sola pietra, sono cresciuti come trincee, paralleli l’uno all’altro, perfino impensabili oggi. Ma quando l’uomo ha smesso di mantenerli si è rischiato il disastro. Ed è nato il Parco. ”Abbiamo promosso l’adozione a distanza dei vigneti – ricorda Bonanini – e sono arrivate domande da tutto il mondo. Oggi siamo diventati il centro della terra. Il turismo è esploso. E questa estate 2003 ha segnato un autentico record”. Gli stranieri arrivano nel golfo spezzino con un unico pensiero in testa: vedere le Cinque Terre. Tanto che il parco ha
dovuto diffondere un decalogo per il turista: ”Questa è una terra piccola e fragile, small and fragil. Presta attenzione a non diventare tu stesso un elemento di degrado, concorri alla raccolta differenziata, non lasciare rifiuti sui sentieri, usa solo treno, battelli e autobus elettrici”. I sentieri a picco sul mare sono uno spaccato di natura selvaggia. La mano dell’uomo c’è, ma è schiacciata dalla libertà della macchia mediterranea e della roccia. La terra si affaccia sull’area marina protetta. Sui fondali danza la gorgonia paramuricea clavata. Chi viola in barca la zona A, vietata all’uomo, viene denunciato alla magistratura.
”Dall’inizio dell’estate abbiamo elevato una quarantina di sanzioni, fra penali e pecuniarie – spiega la Capitaneria di Porto diretta da Antonio Pasetti -; nella riserva assoluta non si entra, ma anche nella zona B, accanto, non si puo’ sostare: niente motori accesi sulla prateria delle Posidonie Oceaniche e sui popolamenti del coralligeno”. Il mare è così puro che un’azienda farmaceutica italiana lo ha ”brevettato” per l’igiene della persona. L’idea è venuta alla Isomar: gocce nasali in monodose da 5 ml, e perfino dentifricio. Il Parco dal canto suo ha una linea di prodotti naturali ed essenze, e sta spingendo l’acceleratore del biologico: nell’ambito di Agenda 21 ha già coinvolto numerose aziende del territorio, da Riomaggiore a Monterosso, nel progetto di speciali menù certificati. Perché la natura vive se vive anche l’uomo che c’è nato sopra. Alla stazione chi arriva può acquistare una card che consente di viaggiare e accedere con notevoli vantaggi alle
varie parti del parco. L’ultima sfida è la delfino-terapia: ma in mare aperto. ”Abbiamo magnifici delfini, siamo il cuore del santuario dei cetacei – spiega Bonanini – abbiamo pensato ai ragazzi autistici, che tanto giovamento traggono dalla vicinanza con questi mammiferi incredibili. Nessun delfinario: aborriamo ogni
tipo di costrizione e prigionia degli animali. Il contatto avverrà in mare aperto. Un’ equipe di medici e psicoterapeuti è già al lavoro, abbiamo richieste di ragazzi con problemi da tutta Italia e dall’estero”. L’estate 2003 ha segnato anche un passo avanti nella sicurezza: meno incidenti gravi. Nel tempo sono stati numerosi gli incidenti, purtroppo anche mortali, di turisti precipitati dai sentieri. Per contenere il fenomeno è stata disposta una apposita segnaletica che invita alla prudenza. E’ stato pure inventato un computer palmare a noleggio che segnala in ogni momento dove ci si trova, quali sono le bellezze da ammirare, gli strapiombi da evitare. In più, in aggiunta al tradizionale intervento dei vigili del fuoco e dell’elicottero Drago di Genova, è stata sottoscritta una convenzione con l’elicottero Petaso 3 del 118 di Massa. ”Siamo diventati rapidissimi nell’agire – sottolinea Davide Battistella, medico soccorritore del Cai e del 118 -; purtroppo la gente si avventura in ciabatte e costume sui sentieri delle Cinque Terre, che sono pari, per difficoltà, a quelli delle Dolomiti. Imprudenza, abbigliamento e calzature inadeguate, sono pericoli in agguato costante”. Il territorio del Parco delle Cinque terre è compreso tra i cinque comuni di (da levante a ponente) Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Per raggiungerli sono consigliati il treno o la barca.

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