venerdì, 22 Ottobre 2021

Le Città d’arte studiano la via del rilancio

In febbraio a Roma la terza conferenza nazionale

Concentrare gli sforzi per aumentare il turismo culturale, l’unico che non conosce crisi, e ampliare l’offerta di eventi e servizi in collaborazione con i privati per sopperire alla riduzione delle risorse pubbliche e aumentare il livello di imprenditorialità. E’ l’obiettivo della Terza conferenza nazionale degli assessori alla cultura e al turismo, dedicate alle ”Città della cultura”, che si terrà nel prossimo febbraio a Roma, presentata stamani in Campidoglio. Il vicesindaco di Roma Maria Pia Garavaglia, gli assessori
alla cultura del Campidoglio Gianni Borgna, della Provincia di Roma Vincenzo Vita, della Regione Lazio, Luigi Ciaramelletti,il presidente del Formez Carlo Flamment e quelli di Legautonomie Oriano Giovannelli e di Federculture Maurizio Barracco hanno concordato nel sottolineare che il turismo culturale è il solo
che in un momento di crisi generale del settore – che ha perso il 10%, facendo scendere l’Italia al quarto posto mondiale – è andato controtendenza: il turismo delle città d’arte, che rappresenta il 23% del settore complessivo, ha visto infatti quest’anno un aumento medio del 5%, con punte del 4,4% a Roma dell’8% a Torino e del 15% a Siena. Non solo, il turista generico spende mediamente 65 euro al giorno, quello ”culturale” ben 101. Tuttavia, è stato sottolineato nella conferenza, i sistemi culturali e turistico fanno grande fatica ad integrarsi: la Conferenza servirà anche a coinvolgere, nei tre giorni di
lavoro, tutti gli interlocutori per creare collaborazioni e sinergie tanto più necessarie nel momento in cui le risorse diminuiscono, ha sottolineato Borgna, a causa del decreto taglia-spese e della Finanziaria 2005. Una affermazione che è
stata contestata dall’assessore regionale Ciaramelletti, il quale, invitando a ”non piangersi addosso” ha detto che le risorse si possono reperire razionalizzando le spese. Il vicesindaco di Roma Maria Pia Garavaglia ha sottolineato che il turismo culturale è stato ”scoperto” da tutti nel momento in cui si è aggravata la crisi dell’intero settore, mentre il Campidoglio lo incentiva da tempo, tanto che buona parte dell’aumento degli arrivi e delle presenze, più 4,4%, che si è verificato a Roma e’ dovuto al grande numero di eventi culturali che è stato possibile organizzare grazie al lavoro del ”tavolo di concertazione” con sindacati, operatori e imprenditori
privati e istituzioni. Il presidente di Federcultura Barracco, sottolineando che
quello culturale è il vero ”nuovo prodotto” del nostro turismo, ha sostenuto che gli enti locali che possiedono il 50-60% del patrimonio culturale e artistico del paese si devono sempre più organizzare coordinando gli interventi per evitare di raddoppiare le spese, ma anche investendo per utilizzarlo
sempre meglio.

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