lunedì, 18 Gennaio 2021

Le imprese balneari chiedono revisione di Iva e Ici

Scarselli, ci attendiamo un aiuto concreto per un comparto così importante

”Le imprese balneari contribuiscono in maniera cospicua alle entrate tributarie che lo Stato incassa per il settore turistico: la conferma scaturisce dal fatto che anche questa estate le nostre spiagge sono state preferite da oltre il 70% dei turisti”. A sostenerlo è Riccardo Scarselli, presidente del Sib, il Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confturismo. ”Ci aspettiamo – dice Scarselli – un aiuto concreto per il nostro comparto che è trainante per l’intero settore turistico italiano con le sue oltre 12 mila imprese, un fatturato pari a circa 1300 milioni di euro e oltre 34 mila addetti”. Le richieste delle imprese balneari riguardano: L’omogeneità dell’aliquota Iva per tutti i segmenti interessati al turismo portando anche quella degli stabilimenti balneari al 10%; l’emendamento interpretativo della riforma apportata all’Ici dalla Finanziaria 2001 volto a chiarire come soggetto passivo sia solo il concessionario titolare di un diritto reale di godimento come risultante da specifica concessione amministrativa; l’istituzionalizzazione di un tavolo tecnico per il confronto degli organi centrali e periferici della pubblica amministrazione e le associazioni di categoria sulle tematiche attinenti all’assolvimento delle funzioni delegate sul demanio marittimo; gli inventivi da parte delle Regioni per i progetti che gli imprenditori balneari intendono sviluppare per assicurare un salto di qualità all’offerta turistica dei servizi di spiaggia. ”La riduzione dell’Iva – conclude Scarselli – porterebbe un vantaggio diretto ai turisti perché è nostra intenzione ridurre della stessa percentuale i prezzi dei servizi di spiaggia offerti ai nostri associati”.

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