martedì, 3 Agosto 2021

Le imprese chiedono una politica nazionale di settore

Assoturismo-Confturismo-Federturismo, presentata proposta unitaria

Le imprese turistiche sono unite per una politica nazionale di settore e alla vigilia della prima riunione, dopo quella di insediamento del febbraio scorso, del Comitato Interministeriale per il coordinamento degli aiuti di
Stato al turismo esprimono soddisfazione per l’avvio effettivo dell’iniziativa. Anche la Legge Finanziaria 2004 – osservano le imprese turistiche – si sta rivelando indifferente al settore ormai in situazione critica pluriennale; per questo, Assoturismo, Confturismo e Federturismo manifestano ai Ministeri partecipi del Comitato, alle Regioni, all’ Upi ed all’Anci ”che senza dialogo, partecipazione e partenariati pubblico-privati non sono
presumibili efficaci interventi di recupero della competitività turistica italiana sulla scenario internazionale, nel quale l’offerta nazionale è in sofferenza”. Nel confermare la disponibilità dei sistemi produttivi a dare i propri contributi ad un vero e proprio ‘progetto turismo’ italiano le Organizzazioni imprenditoriali restano in attesa di essere chiamate al tavolo per contribuire a definire soluzioni di concreta politica settoriale, compartecipazione e corresponsabilità. Il problema del turismo italiano, osservano ancora, ”è innanzitutto di ritrovare convergenza e coesione tra Stato e
Regioni, mettendo a regime, senza più la criticità di dissensi e conflittualità ed anzi come una opportunità, il ridisegno costituzionale, il conseguente riparto di ruoli e competenze ed il necessario equilibrio tra autonomie ed interessi unitari nazionali: finora le imprese del turismo si sono trovate, senza responsabilità e senza potervi influire e tuttavia subendone gli effetti, tra l’incudine ed il martello di questa situazione sfavorevole, tanto più grave nella lunga congiuntura negativa del settore”. Assoturismo Confesercenti, Confturismo-Confcommercio e Federturismo-Confindustria hanno di recente presentato una unitaria proposta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché venga previsto di collocare a quel massimo livello governativo una nuova competenza politico-istituzionale per le materie turistiche di interesse nazionale, con, a supporto, una struttura tecnico-operativa ad effettiva capacità organizzativa e funzionale stabile, a controllo pubblico e prevalenza regionale insieme alle competenze governative necessarie, auspicando così la creazione di una nuova Agenzia Italiana del Turismo. Con vari scopi ed aree di attività: a partire dalla promozione internazionale, rilanciando nel nuovo contesto l’ Enit, al monitoraggio di mercato, alla tematica della qualità e della formazione di settore. Al turismo italiano, concludono associazioni e operatori del settore, servono tanto indirizzi programmatici condivisi tra Stato, Ragioni ed imprese quanto un reale ‘indirizzo fisico’ di riferimento tecnico, organizzativo ed operativo.

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