martedì, 23 Luglio 2024

Le regioni italiane archiviano con successo la Fiera mondiale di Tokyo

Affrontata anche la nuova stagione del turismo giapponese, sempre più individuale

Successo oltre le previsioni a Tokyo della ‘Fiera Mondiale del turismo’ 2004 conclusasi domenica sera a Tokyo con oltre 100 paesi partecipanti e una forte presenza dell’ Italia con sette Regioni e una settantina di operatori. Secondo dati resi noti oggi, alla grande kermesse di tre giorni, svoltasi nell’avveniristico ‘Big Sight’, un complesso kolossal sull’isola artificiale di Odaiba nella baia della capitale giapponese, sono intervenute 101.641 persone, il 12% in più dello scorso anno, con ben 35.533 presenze di operatori turistici. ” Lo stand italiano, il più grande tra i paesi europei – ha detto il direttore dell’Enit per Giappone, Asia e Oceana Carlo Antonio Colaneri – ha fatto registrare un grande afflusso di visitatori. Le sette Regioni e i 70 operatori hanno espresso giudizi positivi sulla loro partecipazione, a conferma
della validità della formula di stretta cooperazione tra Regioni e operatori”.
Le sette Regioni – Sicilia, Campania, Lazio, Umbria, Marche, Lombardia e Veneto – hanno confermato la volontà di partecipazione all’edizione del prossimo anno, che secondo l’Enit potrebbe vedere un ulteriore espansione delle presenze. A margine della fiera si è tenuto nella stessa sede il Congresso 2004 della ‘Jata’ (Associazione giapponese degli agenti di viaggio), che conta 2.000 soci. Il tema si è concentrato sulla ‘rivoluzione’ del turismo individuale che sta
soppiantando in Giappone il tradizionale turismo organizzato di gruppo. Dal congresso è emerso che ormai la metà dei turisti giovani e ben un quarto di quelli anziani si organizzano il viaggio all’estero da soli, senza bisogno dell’aiuto di guide o accompagnatori. ” Questa rivoluzione – ha riflettuto Colaneri – dimostra il teorico vantaggio competitivo dell’Italia sugli altri paesi per la ricchezza dell’offerta che può offrire. Ma a patto che tutti gli operator ne prendano sollecita cosapevolezza”. I dati dei flussi turistici giapponesi all’estero parlano di una ripresa nel 2004, che dovrebbe riportare il numero di partenze ai livelli del 2002, quando furono 16.523.000, ben al di sopra delle 13.296.000 partenze del 2003, l’anno della crisi. L’Italia rimane una delle mete più amate dai giapponesi, al terzo posto assoluto, dopo Cina e Corea del sud, e largamente prima in Europa, con 1.531.000 di arrivi nel 2002 scesi nel 2003 a 1.350.000, e destinati, secondo le previsioni, a risalire nel
2004 vicino a 1,5 milioni. Ma con non pochi campanelli d’allarme: ”I turisti giapponesi spendono molto meno di prima in Italia, con un calo in valuta del 50%, i ritmi di crescita del flusso nel 2004, +11% rispetto al 2003, sono buoni ma inferiori a quelli di altri paesi europei direttamente concorrenti, e la nostra offerta turistica non è ancora adeguata ad una domanda che si va diversificando fortemente”, hanno tenuto a ricordare fonti Enit.

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