martedì, 2 Marzo 2021

Legambiente, promosso il mare italiano

In Guida Blu le migliori spiagge del Belpaese

Il Mare Nostrum veleggia verso la stagione estiva 2004 in discrete condizioni di salute. Il ministero dell’Ambiente rivela che le cattive acque sono diminuite del 14% a favore del mare di qualità (42%) mentre Legambiente e Touring Club dimostrano che in Italia ci sono almeno 10 star che illuminano i litorali del Belpaese e che sono comunque 250 le località balneari che hanno meritato il
riconoscimento delle vele. Questo il quadro che emerge in base ai risultati di due distinte iniziative presentate alla vigilia della stagione dei tuffi.
In particolare la fotografia del mare italiano scattata dal ministero dell’Ambiente attraverso il programma di monitoraggio marino-costiere, che da tre anni batte a tappeto i mari delle 15 regioni costiere nazionali, dimostra che nel periodo ottobre 2003-marzo 2004, il 14% delle acque è risultata di bassa qualità contro il 20% negli stessi mesi dell’anno precedente. In aumento invece la salute: il 42% oggi risulta di alta qualità contro il 36% nei sei mesi dell’anno precedente. Di media qualità la restante percentuale. In tre anni il monitoraggio ha raccolto 250mila dati su 81 aree, 63 critiche (foci di fiumi, aree portuali, ecc.) e 18 nelle riserve marine. E proprio nelle aree critiche si evidenzia la diminuzione delle acque di bassa qualità dal 36% al 22% di oggi. Tutto cio’, ha detto il ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Altero Matteoli, presentando la eco-rassegna ”Tuttambiente” organizzata insieme all’associazione Mareamico a Lucca dal 18 al 23 maggio e dedicata ai parchi italiani ”non fa altro che confermare che l’attenzione, i controlli, i monitoraggi costanti sul territorio e sul mare ci aiutano ad aumentare gli standard di qualità ambientale necessari per tutte le politiche e per salvaguardare la salute e la qualità della vita dei cittadini”. Protagoniste del mare doc le riserve marine: 23 quelle istituite e altre tre in arrivo: due nel Cilento (Santa Maria di Castellabate e la Costa degli Infreschi)
e una in Sicilia (Capo Murro di Porco-Penisola della Maddalena). ”Tutela del mare e in contemporanea incentivazione delle attività legate ad esso – ha detto Matteoli – rappresentano la formula che porta dritta verso lo sviluppo del sistema. Un ‘assegno circolare’ per ricchezza e turismo”’. E in termini di perle d’Italia, Legambiente e Touring Club hanno pubblicato la mappa delle spiagge super nella Guida Blu 2004 assegnando il premio annuale delle vele, da una a cinque a seconda dei servizi e della qualità. Dieci le località che
hanno ottenuto il massimo dei voti: Otranto, Castiglion della Pescaia, le Cinque Terre, Pollica, Arbus, Orosei, Arzachena, Bosa, Tropea e l’arcipelago delle Pelagie. Le migliori spiagge italiane, secondo Legambiente, hanno superato 128 prove, quanti sono gli indicatori di qualità presi in considerazione dagli
esperti della Guida Blu. E se Otranto, dalla punta più orientale della Penisola, conserva tenacemente il podio per il terzo anno consecutivo, Castiglion della Pescaia con la sua fitta pineta si piazza invece al secondo posto, seguito dalle Cinque Terre. Guadagna punti Pollica, la perla del Cilento,
mentre la Sardegna vede premiate con il massimo dei voti ben quattro località: Arbus, Orosei, Bosa e Arzachena che riconquista le cinque vele dopo tre anni d’assenza. Sempre tra le migliori la calabrese Tropea e le isole siciliane di
Lampedusa e Linosa. ”In questa edizione della Guida Blu – ha commentato Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente che ha presentato il volume insieme al direttore editoriale del Touring Club Italiano, Michele D’Innella – sono aumentati i Comuni premiati con il riconoscimento delle vele, mentre cresce la qualità degli interventi al loro interno. Due buone notizie che dimostrano la volontà di tanti imprenditori privati e di pubblici amministratori di targare il proprio operato in chiave ambientale e rivelano come si sia messo in
moto un importante meccanismo di emulazione”. Acque doc e perle d’Italia a parte, qualche problemino resta sempre. La fotografia scattata da Matteoli, infatti, secondo una dichiarazione congiunta della stessa Legambiente e del Wwf ”è troppo ottimistica e dal sapore preelettorale. Se le acque presentano buone condizioni (buone per farci il bagno…) sono i sedimenti (dove si depositano sostanze chimiche persistenti e tossiche) a preoccupare: metalli pesanti, idrocarburi, pesticidi e policlorobifenili sono risultati infatti presenti quasi
ovunque sul fondo del mare, non risparmiando nemmeno le aree protette”.

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