sabato, 16 Gennaio 2021

Legambiente, vento e pioggia salvano Palermo dal benzene

Il monitoraggio del Treno Verde ha evidenziati comunque dati poco rassicuranti

La città di Palermo salvata dalla pioggia e dal forte vento: sembra un miracolo, eppure è proprio questo il risultato del monitoraggio ambientale effettuato dal Treno Verde di Legambiente e Trenitalia, campagna ambientalista, realizzata anche con il contributo di Energia e Ferrero, sul monitoraggio dell’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane (in sosta alla Stazione Centrale di Palermo al binario 3). Grazie all’utilizzo di un campionatore passivo, il famoso “radiello”, è stata “scattata un’istantanea” della situazione palermitana. Il monitoraggio è avvenuto in Via Maqueda 303 (altezza Galleria delle Vittorie), tra il 23 e il 30 gennaio: il risultato è di 5,8 microgrammi per metrocubo che indica una situazione in linea con il limite annuale di legge pari a 10 microgr/m3. Ma la realtà non è troppo rosea se si considera l’altro dato del benzene rilevato grazie ad un volontario (un anziano del Centro Cives) che ha “indossato” il radiello durante la giornata del 28 gennaio. Tra le 8:00 e le 16:30 il volontario ha percorso le strade di Palermo con il radiello partendo da via Maqueda, il volontario che ha indossato il radiello (brevettato dalla Fondazione Maugeri di Padova ed analizzato dall’Istituto Sperimentale di RFI) si è mosso lungo Corso Vittorio Emanuele, P.za Giulio Cesare, Via Venezia, P.za S. Domenico, P.za Verde e Via Napoli, per tornare poi in Via Maqueda: il risultato è stato 12,8 microgr./mc., valore che se proiettato nell’arco di un anno e paragonato ancora una volta con i limiti fissati dalla normativa, non fa certo dormire sonni tranquilli. E a spiegare la differenza tra i due risultati solo fattori esterni: l’abbondante pioggia e il forte vento registrati durante il periodo di monitoraggio ambientale di benzene. Presente sia nella benzina verde che nella benzina super, il benzene è tra i componenti più pericolosi per la salute, al punto che lo Iarc lo classifica tra le sostanze a maggiore rischio-cancro. Uno studio realizzato dalla Commissione Tossicologica Nazionale prevede che – alle attuali concentrazioni presenti in atmosfera urbana – questo idrocarburo nei prossimi 75 anni potrà provocare da 1.240 a 18.240 nuovi casi di leucemia nel nostro Paese.
“Quello effettuato dal Treno Verde – ha sottolineato Rossella Muroni della segreteria nazionale di Legambiente – rimane senz’altro un monitoraggio spot che nulla può dirci sulla situazione a lungo termine. Ma ciò che sappiamo di certo è che respirare nelle strade di Palermo non è certo salutare visto quello che ha registrato il radiello indossato dal volontario. Anche l’altro dato, quello relativo al monitoraggio ambientale, non ci consola, visto che presto i limiti di legge per questo pericoloso inquinante caleranno ulteriormente”.
“La concentrazione di benzene nell’aria – spiega Vittorio Valentini, Istituto Sperimentale di RFI – è regolata dal DM n°60 del 2002 che pone un limite annuale pari a 10 microgrammi/metrocubo (m g/m3). Vale a dire che la media annuale delle medie giornaliere di concentrazione di benzene non deve superare questo valore, un valore però che la legge italiana fissa a 5m g/m3 dal 2010”. Un limite a cui il Belpaese dovrà inderogabilmente conformarsi. Volente o nolente. I tempi sono maturi, e a dover correre ai ripari non è solo la città di Palermo, vista la globale situazione italiana, con la corsa sfrenata in questi giorni a misure “tampone” lanciate dalla maggior parte delle amministrazioni cittadine dello Stivale.
“La soluzione sta in provvedimenti che limitino fortemente il traffico nel centro urbano, Palermo, come le altre città italiane è soffocata dal traffico veicolare privato – ha sottolineato il segretario regionale di Legambiente Sicilia, Giuseppe Messina – Va ricordato che da fonti naturali proviene solo una piccola parte del benzene presente nell’aria, mentre la gran parte delle emissioni è da addebitare al traffico, alle industrie, al fumo. Gli scappamenti delle auto, in particolare, contribuiscono per oltre l’80% alle emissioni di benzene. Ad aggravare la situazione palermitana si aggiungono 2 fattori: il parco auto, sia pubblico che privato, è decisamente obsoleto e dunque più inquinate. Inoltre il trasporto merci è ancora fortemente centrato sulla gomma E’ necessario ed urgente che chi amministra protegga i suoi cittadini iniziando, o nei casi più felici, migliorando, una campagna preventiva che miri a scoraggiare sempre più l’uso delle auto private nel cuore delle nostre città”.

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