giovedì, 21 Gennaio 2021

Meridiana, ecco perché non lavoriamo più con la Gesap

La performance di Palermo è risultata essere la peggiore tra i 25 scali serviti

Abbiamo chiesto al direttore commerciale di Meridiana, Massimo Polimeni di illustrarci come si è arrivato alla conclusione del rapporto di lavoro con la Gesap.
“Meridiana è stata cliente di GESAP sin dall’inizio delle proprie operazioni sullo scalo di Palermo – si legge nella nota – La presenza di Meridiana è nel tempo cresciuta, così come il volume di traffico trasportato da e per lo scalo palermitano fino ad attestarsi oggi a circa 4.600 voli e oltre 700.000 passeggeri l’anno.
Nel 2004, per lo scalo di Palermo, Meridiana ha rappresentato circa il 30% del traffico aeromobili totale e, come cliente GESAP, ha pesato per circa il 50% del volume di affari della Società.
GESAP ha servito Meridiana in regime di full handling e di monopolio fino a pochi anni fa.
Nel 2003 la media percentuale dei voli Meridiana, ritardati, oltre i 15′, per cause riferite all’handling, quindi a GESAP, è stata di circa il 7% con punte, nelle giornate più impegnative della stagione estiva, del 100%.
Nell’estate del 2004 la prestazione di GESAP ha, da sola, contribuito ad una percentuale media dei ritardi del 9%, mentre sono aumentati i problemi di carico e scarico bagagli, code ai check-in e trattamento dei passeggeri.
‘Nei week-end di Agosto Meridiana è stata costretta ad inviare a Palermo proprio personale da Olbia e da Catania, per assistere in autonomia i propri aerei – aggiunge Massimo Polimeri, Direttore Commerciale Meridiana – supplendo a GESAP, in modo da non incorrere nei continui disservizi determinati dall’assenza cronica di personale. Per la stessa ragione, Meridiana ha dovuto, in più occasioni, far partire gli aeromobili omettendo il carico bagagli ed in un caso si è trovata costretta a noleggiare un ATR-42 al solo scopo di avviare le valigie a Pantelleria e a Lampedusa. Per tutto il periodo estivo i transiti su Palermo si sono dilatati fino a superare l’ora, vanificando il programma operativo di Meridiana di transitare in 30 minuti”.
Tale stato di cose ha comportato inevitabili disagi per i passeggeri e fortissime penalizzazioni per il vettore che, oltre a subire conseguenze operative dirette sullo scalo di Palermo, ha sopportato importanti ripercussioni sul successivo utilizzo delle macchine, equipaggi e problemi ulteriori per la clientela servita sugli scali successivi, dovendo forzatamente, in alcuni casi, adottare modifiche pesanti nell’operativo e addirittura cancellazione di voli.
Questa situazione, quindi, ha generato fortissima preoccupazione che la Compagnia ha trasferito attraverso numerosissime lettere di protesta e richiesta di interventi a GESAP, quasi mai accolti, ed alla Direzione Aeroportuale.
In estrema ratio, nel tentativo di sollecitare GESAP, Meridiana ha dovuto, nei casi più eclatanti, sospendere i pagamenti delle prestazioni e richiedere penali e danni, come da contratto, per oltre 100.000 euro.
La performance di Palermo è risultata essere la peggiore tra i 25 scali serviti da Meridiana.
In questo contesto – prosegue la nota – Meridiana è stata costretta a trovare soluzioni diverse che potessero garantirgli una qualità e tranquillità operativa.
Non avendo avuto sufficienti assicurazioni da GESAP sulle prestazioni future, la Compagnia ha interrotto prematuramente l’accordo con la stessa e firmato un contratto, dal 1° Febbraio 2005, con PAEMAS, perseguendo un obiettivo industriale assolutamente lecito e razionale.
“E’ chiaro che Meridiana non può ulteriormente accettare una situazione così penalizzante in presenza di una valida alternativa. E’ inoltre fuori luogo che Meridiana debba preoccuparsi dei problemi della GESAP la quale non ha saputo minimamente reagire ad una deficienza di prestazioni talmente evidente. Meridiana ha ben altre responsabilità, principalmente quella del servizio nei confronti dei propri clienti e, d’altra parte, deve preoccuparsi, per proprio conto, delle grosse problematiche che il trasporto aereo sta oggi generando con riflessi sulla sorte dei propri dipendenti”.

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