domenica, 13 Giugno 2021

Meridiana, in Italia troppi scali rispetto al mercato

Sebastiani, realizzati per volontà politica e senza distribuzione razionale sul territorio

In Italia ”ci sono troppi aeroporti rispetto ai bacini ristretti che servono, c’è una dispersione
perversa e costosa, frutto di volontà politiche più che di esigenze di mercato”. L’amministratore delegato della compagnia aerea Meridiana, Giovanni Sebastiani, critica la mancanza di razionalizzazione nella distribuzione sul territorio degli scali aeroportuali e accusa i politici di aver voluto la nascita di aeroporti nelle aree del proprio bacino elettorale. Un esempio è il ”flop di Malpensa”, ha osservato Sebastiani, ”che ha reso più difficili i collegamenti con Milano e che si trova in un’area in cui con Linate, Bergamo, Verona e Montichiari, il traffico non satura il mercato”.
Le accuse di Sebastiani – espresse ieri durante la presentazione delle offerte ”low cost” di Meridiana per l’Italia e l’Europa – hanno toccato anche gli aeroporti, che sarebbero affetti ”da esterofilia e in alcuni casi sono diventati straricchi, sfiorando la soglia dell’illecito, per aver favorito alcune compagnie aeree straniere o emergenti, come Ryan Air”. Per avere più traffico, ha detto Sebastiani,
”alcuni scali non hanno fatto pagare i diritti o hanno praticato tariffe molto basse”. Una pratica, ha spiegato, ”che può essere temporanea ma non continua, come invece è fatta da tutti gli aeroporti in cui opera la compagnia aerea ‘low cost’ irlandese. Per questo, due mesi fa Meridiana – ha spiegato – si è rivolta all’Antitrust denunciando tutti gli aeroporti e chiedendo di verificare se le condizioni di trattamento praticate ad alcune compagnie aeree, nazionali ed europee, siano eque o non generino disparità ingiustificate”. L’amministratore delegato di Meridiana ha puntato il dito anche contro l’aeroporto di Catania dove ”regna la confusione più totale da ottobre scorso, dopo l’eruzione dell’Etna, per inefficienze aeroportuali e di coordinamento. La visione del trasporto aereo ora a Catania è come quello di una pizzeria – ha detto – Lo scalo apre e chiude senza criterio e i politici
locali intervenuti sulla questione non sono riusciti a far mettere ordine”. In due mesi, ha detto Sebastiani, tra inefficienza e cancellazione di 200 voli, Meridiana ha perso 7 milioni di euro. La Sicilia, ha concluso, ”ha un mercato da 6 milioni di persone a cui potrebbe aggiungersi un turismo di ritorno e se solo avesse un aeroporto serio potrebbe avere voli intercontinentali”.

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