sabato, 16 Gennaio 2021

Miami, ottimismo tra gli operatori della crociestica mondiale

Il 2002 si è chiuso bene, nel 2003 l’imperativo è “consolidare”

All’alba del 2002, la parola d’ordine per il settore della crocieristica mondiale era dimenticare gli attentati terroristici dell’11 settembre e fa ripartire il mercato. Nel 2003 da poco iniziato, la parola d’ordine è: consolidare. Nonostante gli scorsi dodici mesi abbiano presentato una serie
di difficoltà non indifferenti – dallo choc degli attacchi su New York e Washington, agli scandali finanziari abbattutisi sulle Borse internazionali, dallo spettro di un conflitto militare in Iraq e della lotta al terrorismo, alla bancarotta di alcune grandi compagnie aeree – il comparto delle crociere ha
riportato numeri di tutto rispetto, segno di una maturità del settore da capitalizzare per l’anno a venire. Da Miami – dove è in corso il ‘Sea trade 2003’, la prima vetrina mondiale del comparto, – l’Associazione internazionale delle linee da crociera snocciola risultati 2002 decisamente positivi con 8,66 milioni di clienti (7,6 milioni nel solo Nord America) salpati sulle navi delle compagnie aderenti all’associazione, in crescita del 15,5% rispetto all’anno precedente e una percentuale di utilizzo pari al 97%. Numeri, spiegano gli esperti del settore riuniti in Florida, frutto della capacità delle aziende di reinventare rotte più vicine ai Paesi dei clienti, di privilegiare destinazioni locali e di elevare gli standard di qualità per attirare una clientela mondiale ancora titubante innanzi ai grandi viaggi aerei intercontinentali. Su queste basi, l’associazione internazionale punta a un 2003 con un progresso di un milione di passeggeri a bordo delle navi da crociera per un numero complessivo, record, di 9,6 milioni di appassionati (8,6 dal solo Nord America). Sul mercato e sulla sua crescita potenziale, infine, non dovrebbe incidere negativamente la recente fusione (in via di perfezionamento) tra Carnival e P&O. Con il matrimonio tra Carnival e P&O – spiega il numero due di Carnival Group, Howard Frank – ”non è cambiato molto: siamo ancora due compagnie che operano come una sola”, senza alcuna diversità nei servizi, nella qualità offerta alla clientela e nei rapporti per gli azionisti delle due aziende. In un’ottica particolarmente ottimistica Frank non individua problemi nemmeno sul fronte dei fornitori del nuovo gruppo dei mari, teoricamente preoccupati dal dover servire, ora, una sola compagnia e non più due. ”La nostra sfida – ha spiegato innanzi alla platea del ‘Sea Trade 2003’ – è aiutare i fornitori ad essere più efficienti. Tenere i costi sotto controllo – ha concluso – non significa portare cambiamenti così drammatici. Direi che creeremo opportunità”.

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