giovedì, 2 Dicembre 2021

New York, torna record il Natale nel dopo Saddam

Potrebbe essere eguagliato il primato del 2000

La ripresa dell’economia, il calo degli allarmi terrorismo e l’euro forte avevano già fatto la loro parte, ma da ieri anche l’arresto di Saddam rientra fra i motivi che stanno trascinando New York verso un Natale da record sul fronte del turismo, per la prima volta in netta inversione di tendenza dopo il crollo seguito all’attacco dell’11 settembre 2001.
Secondo le agenzie cittadine per il turismo, il totale delle
presenze di visitatori a Manhattan nel 2003 supererà i 35
milioni registrati nel 2002 e forse raggiungerà il record di
36,2 milioni del 2000. Nel 2001, i mesi seguiti alla strage del World Trade Center furono invece un disastro per alberghi e ristoranti. I prezzi degli hotel restano assai più bassi del periodo pre-11 settembre e costituiscono così un incentivo: nel 2000 il prezzo medio di una camera d’albergo a Manhattan era di 271 dollari, contro i 216 attuali. Gli hotel della città si avvicinano alle festività con l’84% delle camere prenotate e a trascinare il boom alberghiero
sono soprattutto le famiglie americane, tornate a New York dal resto degli Usa dopo la paura degli anni passati. Gli stranieri restano ancora a livelli inferiori rispetto alle 6,8 milioni di presenze dall’estero del 2000, ma gli operatori turistici si aspettano che vengano superate agilmente le presenze del 2002 (5,1 milioni di persone), grazie anche all’incremento di arrivi dall’Europa facilitati dal supereuro, che rende lo shopping sulla Quinta Avenue un’esperienza gratificante per gli europei. A rendere entusiasti gli operatori turistici della città più visitata d’America è soprattutto il ritorno delle famiglie con bambini, attirate da campagne pubblicitarie che proclamano
la sicurezza della città a due anni dagli attentati. Dal
Rockefeller Center a Central Park, dal Radio City Music Hall
all’Empire State Building, i simboli turistici natalizi della
città sono affollati come non mai.

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