venerdì, 18 Giugno 2021

Parco delle Madonie, via libera all’area attrezzata a Piano Battaglia

L’assessorato regionale al Territorio ha stanziato 1 Mln di Euro

Via libera al finanziamento di un’area attrezzata all’interno del Parco delle Madonie. L’assessorato regionale al Territorio e ambiente ha infatti stanziato la somma di 1 milione di euro per il progetto relativo al Pit 31 “Reti Madonie” ed in particolare per la realizzazione di un’area attrezzata a parco ricreativo a Piano Battaglia e l’intervento di recupero del rifugio Marini. Il provvedimento è stato già registrato dalla Corte dei conti ed in via di notifica al Parco delle Madonie e all’Ufficio unico del Pit. 31 con sede al Comune di Cefalù. Entro 60 giorni dalla notifica del decreto di finanziamanto, l’Ufficio Pit, al quale è attribuita ogni iniziativa relativa all’appalto e all’esecuzione delle opere, dovrà indire la gara. Il progetto è stato finanziato con la misura 1.11 del Por, relativa alla tutela ambientale nel contesto della conservazione del territorio delle foreste e del paesaggio, nonché miglioramento del benessere degli animali. Ed in questo contesto si inserisce la Rete ecologica, recentemente approvata dalla giunta regionale, così come spiega l’assessore al Territorio, Francesco Cascio, “L’obiettivo strategico – sottolinea – è quello di costruire modelli di gestione delle risorse naturali che generino conservazione e qualità, ma anche reddito e occupazione. Attraverso la valorizzazione delle risorse di quel patrimonio ancora non appieno valorizzato, mediante lo sviluppo di nuove attività e l’erogazione dei relativi servizi, i territori della Rete Ecologica potranno divenire ambiti privilegiati dove sperimentare nuove forme di intervento. In questo contesto si colloca l’attivazione di strategie per la conservazione della natura e della biodiversità”. La Rete ecologica, quale infrastruttura naturale e ambientale, è il luogo in cui meglio può esplicitarsi la strategia di coniugare la tutela e la conservazione delle risorse ambientali con uno sviluppo economico e sociale che utilizzi come esplicito vantaggio competitivo la qualità delle risorse stesse e rafforzi nel medio e lungo periodo l’interesse delle comunità locali alla cura del territorio”. I lavori dovranno avere inizio entro 6 mesi dalla notifica del decreto e terminare entro 540 giorni.

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