domenica, 18 Aprile 2021

PMI, la Sicilia viaggia nelle posizioni nobili della classifica

Enna è seconda, tre le prime 10 Agrigento, Trapani e Siracusa, Palermo è ventottesima

Le piccole e medie imprese creano l’82 per cento del valore aggiunto nella provincia di Palermo e si confermano spina dorsale del tessuto economico e produttivo locale. Nella classifica redatta da Unioncamere nazionale e dall’Istituto Tagliacarne per “peso” delle piccole e medie imprese sul valore aggiunto totale, Palermo figura per questo al 28mo posto sulle 103 province italiane.
Nei primi dieci posti si trovano altre quattro province siciliane: Enna, in seconda posizione in tutta Italia (dove il 99.5 del valore aggiunto è creato dalle piccole e medie imprese), Trapani, Agrigento e Ragusa. “Sono dati – dice il presidente della Camera di Commercio di Palermo – che si offrono a considerazioni di segno diverso: alcune negative, altre positive. Se è vero infatti che il maggior peso delle piccole e medie imprese sta a significare che mancano i grandi poli produttivi, e Enna infatti non ha alcuna grossa realtà e possiede un’economia sorretta solo dalle piccole e micro-attività, è vero pure che le Pmi possono essere un grande fattore di sviluppo per il territorio, a patto che imbocchino la strada dell’innovazione e sappiano creare relazioni, aderendo a network, collegandosi ad altre imprese, puntando all’internazionalizzazione”.
Secondo Chiriaco “questi sono due requisiti fondamentali per sopravvivere nell’epoca della globalizzazione, quando bisogna agire su mercati molto più ampi e sostenere la concorrenza di imprese collocate geograficamente a migliaia e migliaia di chilometri”. Nella classifica Unioncamere-Tagliacarne, Catania e Caltanisetta dimostrano di avere un maggiore equilibrio tra grandi e piccole imprese, e si collocano infatti a metà classifica.
“Il problema in Sicilia – aggiunge Chiriaco – è che buona parte delle imprese chiamate genericamente piccole e medie, in realtà sono micro, realtà unicellulari che non possiedono il know-how e la forza per crescere. L’auspicio è che queste si consolidino, e che le piccole e medie, con l’ausilio delle strutture e delle istituzioni preposte a sostenerle, si incamminino sulla strada dell’innovazione e dell’internazionalizzazione”.

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