lunedì, 14 Giugno 2021

Politici e imprenditori a confronto a Taormina per “L’Isola del Tesoro”

La manifestazione di Confindustria per rilanciare lo sviluppo del Sud

Appuntamento a Taormina oggi per “L’Isola del Tesoro”, iniziativa lanciata da Confindustria per delineare un percorso di sviluppo per il Sud Italia. Un evento al quale partecipera’ il gotha della politica e dell’imprenditoria italiana e locale, attraverso tre priorita’: riforma della pubblica amministrazione, innovazione tecnologica e hub logistico del Mediterraneo.
Il presidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Costanzo, ha ribadito che alla base di ogni futura azione di governo dovranno esserci la questione morale, l’etica e la legalita’ in economia e in politica. Costanzo e’ intervenuto anche sul progetto di riforma della pubblica amministrazione regionale, basato sulla ridefinizione di funzioni e compiti, sull’accorpamento in un’unica struttura delle deleghe per attivita’ produttive, infrastrutture, governo delle acque e del territorio in una terra dove cresce solo il costo per il personale della Regione (+11% nell’ultimo anno). Il presidente degli industriali siciliani ha lanciato la proposta di creare una banca privata in cui la Regione potrebbe fare confluire l’attuale partecipazione in Capitalia, che vale attualmente 950 milioni di euro. “Il nucleo di partenza – ha detto Costanzo – dovrebbe essere l’Irfis-gruppo Capitalia, sostenuto da un partner tecnico qualificato, che potrebbe essere la stessa holding capitolina, e dall’apporto dei privati. Noi imprenditori siamo pronti a partecipare in prima battuta, rilevando una parte delle quote”.
Costanzo ha inoltre sottolineato la necessita’ per la Sicilia di partecipare alla ripresa del paese elaborando un’efficace programmazione economica legata ai fondi europei del Por 2007-2013 e azzerando gli sprechi: “Il costo per la devolution solo nei settori sanita’ e scuola – ha dichiarato il direttore di Confindustria Sicilia, Giovanni Catalano – incidera’ in Sicilia per ben sei miliardi di euro, cioe’ un decimo del costo per il Paese e un terzo del bilancio della Regione”.

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